mercoledì 12 novembre 2014

Il gen. Giuseppe Troncone rassegna le dimissioni dal Consorzio di Bonifica di Paestum

Gen. Giuseppe Antonio Troncone
Il  gen. Giuseppe Troncone, il 13 ottobre, ha rassegnato le dimissioni da  Consigliere Delegato della  Provincia di  Salerno al Consorzio di Bonifica  di  Paestum. Trattandosi  di un   incarico  fiduciario ed essendo cambiata  la compagine  di  governo della Provincia, ha ritenuto  che   fossero venuti meno i  presupposti  per  la sua nomina.  
Quale  cittadino capaccese, che  ha  avuto modo di  conoscerlo nel suo impegno politico quale consigliere comunale e consigliere delegato, lo ringrazio per essersi  prestato in momenti  difficili al servizio  della comunità quando  altri cercavano  altre strade  e preferivano salire sul  solito carro  dei  vincitori.
Lo  ringrazio perchè strenuamente ha  saputo assumere,  quando era necessario, anche  un ruolo assai scomodo, sostenendo  "le ragioni  dei vinti"  e degli "ultimi", impegnandosi per rappresentare  non solo la  parte politica  che lo aveva  eletto, ma  anche  coloro  che non trovavano voci attraverso cui farsi  sentire.
Ricordo le riunioni  ed i preconsigli non solo presso  la sede di A.N., poi PDL,  ma anche quelle presso Città Futura, l'associazione del compianto  Luigi Di  Lascio, che pur  era  stato suo  concorrente alla  carica di sindaco, come quelli  con la popolazione  nei  luoghi  d'incontro nelle varie  contrade.
Grazie Peppino.

Ecco  la lettera di dimissioni:


Al Presidente della Regione Campania
via S. Lucia 80100 NAPOLI

Al Presidente della Provincia di Salerno
Via Roma ,104 84104 SALERNO

Alla Provincia di Salerno
Capo di Gabinetto della Presidenza
Via Roma,104 84104 SALERNO

All’Assessore all’Agricoltura della Provincia di Salerno
Via Roma,104 84104 SALERNO

Al Presidente del Consorzio di Bonifica Sinistra Sele di Paestum
Via Magna Graecia,341 84047 CAPACCIO

A Tutti i CONSIGLIERI DELEGATI
Presso il Consorzio di Bonifica Sinistra Sele
Via Magna Graecia, 341 84047 CAPACCIO


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Oggetto: Consigliere designato dal Consiglio Provinciale di Salerno presso il consiglio dei delegati del Consorzio di Bonifica -Sinistra Sele di Paestum, ai sensi dell'art. 21 comma 2, lett. "a" della L.R. 4/2003. Dimissioni.


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Il sottoscritto, Troncone Giuseppe Antonio, rappresenta alle SS.LL.II. quanto segue:
1. è stato designato quale consigliere delegato di diritto, presso l'Ente indicato in oggetto, in rappresentanza della maggioranza del Consiglio Provinciale di Salerno con deliberazione n. 105 del 30.12.2009, ratificata con Decreto del Presidente della Giunta Regionale della Campania n. 21 del 08.02.2010;
2. ritiene che con l'elezione del nuovo Consiglio Provinciale vengono a mancare i presupposti di rappresentanza che hanno caratterizzato il proprio mandato in seno all'organo amministrativo consortile.

Atteso quanto sopra reputa opportuno, per correttezza istituzionale, RASSEGNARE LE PROPRIE DIMISSIONI a far data dalla data odierna.

Nel ringraziare gli organi istituzionali per la fiducia accordata, sicuro della Loro comprensione, porge distinti saluti.

Capaccio lì 13 OTTOBRE 2014

GIUSEPPE ANTONIO TRONCONE

venerdì 4 luglio 2014

MA NON E' PAESTUM

Michele Tesauro - Gigapix - On Explore - 31 Genn. 2009 h.p. # 19
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Capaccio loc. Capo di Fiume (SA) - Italy
 

E' passato inosservato ai più uno dei tanti piccoli disastri dell'incuria dei nostri monumenti. La cosa che mi sorprende, che distratti paiono anche coloro che sono cultori e appassionati della storia e della tutela del nostro territorio.

E' crollata l'antica colonna al centro del laghetto di Capodifiume.
Certo, per molti è solo uno dei tanti monumenti "minori" del nostro territorio. Qualcosa tutto sommato di poco importante. APPARENTEMENTE....

A molti sfugge la sacralità ed il grande simbolismo del luogo.
Il laghetto, il Capo di Fiume, le sue fonti erano dette dagli antichi CAPUTAQUAE, toponimo poi traslato all'antica città medievale che diede il nome ad un territorio nei secoli avvenire e che con quel nome avrebbe segnato la continuità della storia di una comunità da Posidonia-Paestum ad oggi.

Caputaque è il fiume tratteggiato nello stemma cittadino ai piedi dei monti su cui sorge l'antica città. E' il fiume su cui sorgeranno nel IX secolo i primi mulini ad acqua e che col suo corso feconderà quelle terre, uniche non colpite dall'impaludamento generale del territorio, su cui cresceranno le bionde messi di grano, anch'esse rappresentate nell'emblema cittadino.

Un luogo sacro agli antichi greci e romani, che vi veneravano una divinità femminile, legata al ciclo della fertilità, della natura e della vita, ma anche alla cristianità. Qui nell'alto medioevo aveva sede un monastero benedettino e più sù, sul Monte Calpazio, la Cattedrale della Madonna del Granato.
Culto mariano, che pare legare in una continuità storica e sacra le divinità di Capo di Fiume ed Hera, la dea più importante del pantheon poseidoniate.
Cosa rimarcata sempre dall'emblema della nostra cittadina, dove sopra le tre Torri sorgono una luna ed una stella. La prima ad indicare una luce nell'oscurità, cioè la speranza nelle avversità, che è riposta in Maria, madre di Gesù, simbolicamente rappresentata dalla stella a sette ed a otto bracci.
Madonna a cui la nostra terra è consacrata.

Ma qui la fantasia comincia a correre e quella colonna sembra trasfigurarirsi simbolicamente nell'AXIS MUNDI, cioè l'asse del Mondo, posto al centro di questo, che unisce la terra ed il cielo, sorreggendolo. Axis mundi che nelle civiltà sacrali è l'idea, il mito, che dà ordine al mondo così come concepito dalle civiltà stesse.
L'axis mundi è crollato, segnando una "rottura" dell'ordine del Mondo quale esso è stato e lo abbiamo conosciuto sino ad oggi.
Qui finisce la mia riflessione, e da qui spero cominci quella dei miei concittadini che mi leggono.



Per approfondire:
- Capaccio, crolla antica colonna al centro delle sorgenti di Capodifiume, StileTv 
-  Crolla la colonna a Capodifume di Paestum. La rabbia dei capaccesi: più attenzione ai reperti fuori dalle mura, di Ernesto Rocco, Il Mattino
- A CAPODIFIUME: EMOZIONI DI VIAGGIO E PROGETTUALITA’ DI FUTURO SULLE ORME DELLE IEROFANIE, di Giuseppe Liuccio, Positano News

giovedì 15 maggio 2014

Macchiavelli al referendum per Capaccio Paestum.


"Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi..." ( Blade Runner)


Votare Si o No al referendum pensando ad altro, questo sì che sarebbe un suicidio.  



C'è un detto che dice che solo gli idioti non cambiano mai idea.

In questi giorni ho avuto modo di constatare come in molti, dopo anni in cui affermavano il contrario, hanno per l'appunto cambiato opinione sulla denominazione del nostro Comune. In molti auspicavano l'aggiunta del toponimo Paestum all'attuale denominazione di Comune di Capaccio. In tanti, poi, più intransigenti e rivoluzionari, avrebbero voluto che il cambio cancellasse addirittura Capaccio per aggiungervi la sola Paestum.

Oggi vedo molti di costoro schierati sul fronte del NO.
Mi domando allora come mai si siano fatti improvvisamente difensori della “tradizione”.

Parlando con alcuni di questi, ho avuto modo di constatare che non hanno affatto cambiato idea.
Le loro ragioni del NO consisterebbero nel fatto che l'attuale amministrazione cerca di farne uno spot senza contenuti. Cosa che in via di principio è veritiera, perché il solo cambio di denominazione con l'aggiunta di Paestum, salvo che per una più veloce identificazione della località, serve di per sé a poco al fine di una sua valenza progressiva in termini di promozionali.

Eppure che Paestum sia un brand è innegabile.
Se ne sono accorti tanti imprenditori dei comuni viciniori che lo usano anche a sproposito, come anche tanti altri molto lontani da noi. Penso ad esempio ad una linea di bagni fatta da un'azienda del nord che si chiama Paestum. Come è innegabile nella comune esperienza quotidiana di ognuno di noi, che al di là della provincia di Salerno è difficile che qualcuno conosca Capaccio, mentre è vero il contrario su Paestum. Ma è anche vero che ognuno di noi sà che se un locale dice vado Paestum, questo si riferisce alla zona archeologica, mentre se lo dice un non capaccese intende proprio il nostro Comune.

Ma il cambio di denominazione cambierà le sorti della nostra economia?
NO! E' solo un inizio. Se l'amministrazione comunale, gli imprenditori, i Capaccesi tutti non si daranno da fare  servirà a ben poco.

Ma allora?
Allora la questione è che al di là delle motivazioni puramente pseudo-economiche (e coloro che le propugnano fanno male) il cambio di denominazione si deve o non si deve fare perché è cosa sentita dai Capaccesi o meno, perchè ritengono che Capaccio li identifichi di per sè senza aggiunte o perché la sola Capaccio sta loro ormai stretta e si identificano anche con Paestum.

E' questa, a mia opinione, la ragione su cui dover davvero riflettere.
Il resto è solo il solito teatrino di sempre di chi vuole fare una permutazione alchemica trasformando illusoriamente il ferro in oro o l'oro in ferro, che si sia per il SI per farne uno spot auto-celebrativo o per il NO solo per contrapposizione meramente politica e non di contenuti.

Vorrei chiedere a chi mi legge: ma è vero o no, che sin dalla metà degli anni '70 dello scorso secolo, cioè da diversi decenni, la trasformazione di Capaccio in Capaccio Paestum o addirittura in solo Paestum è cosa di cui spesso si discute? E' vero o no, che in molti sentono di non identificarsi più nella sola Capaccio?

Ricordo che già più di trent'anni fà i giovani di allora, che si riunivano intorno a Radio Paestum, lanciarono l'idea del cambio di denominazione, come anche ricordo in tutti questi anni interminabili discussioni sull'argomento tra fazioni contrapposte molto motivate. E allora?
Allora le ragioni del SI o del NO in questo referendum dovrebbero essere legate solo alla questione del nome senza farsi sviare da ragionamenti di chi vorrebbe farne invece uno strumento di lotta politica in un senso o in un altro.

Parafrasando uno dei tanti spot pro o contro, vorrei dire che per votare SI o NO a questo referendum ...c'è bisogno d'amore.
Sì, amore per il proprio paese e per se stessi. Invece la mia impressione è che anche questo importante momento atteso da anni, che dà la possibilità ai miei concittadini di esprimere la propria opinione sul cambio di denominazione, è stata trasformato in un'altra occasione di scontro politico. Se c'è chi vorrebbe farsi vanto del cambio di denominazione, farne un fiore all'occhiello della propria azione amministrativa, dall'altra parte c'è chi coglie l'occasione per convertirsi apparentemente al NO, benché la pensi diversamente, solo per alimentare divisione, confusione, lotta.

Sono entrambi queste posizione un atto di amore per il proprio paese?
Già in passato nel nostro paesello si è praticata la lotta politica su qualsiasi proposta o iniziativa non sui suoi contenuti, ma solo quale occasione per dare addosso al "nemico". E chi ha memoria ricorderà che questa è una delle cause per cui Capaccio non è progredita negli ultimi decenni, ma anzi è regredita sempre più.

Vorrei così invitare chi mi legge a decidere non per fazioni, non per tifoserie e non per partito preso su questo referendum e dare il proprio SI o No ascoltando non il clamore della lotta politica-politicante, ma il proprio cuore.

Cosa vi dice?
Vi sentite Capaccesi o anche Pestani?
Vi sentite ben rappresentati dalla sola Capaccio o vi sentite meglio identificati dall'aggiunta a Capaccio di Paestum?

Chi ama Capaccio o Capaccio Paestum voterà solo ascoltando le ragioni del cuore.

giovedì 24 aprile 2014

FERMI TUTTI!!! ABBIAMO UN PIANO! SI', DI PASTICCI.

Il gen. Giuseppe Antonio Troncone
Ricevo e pubblico questa opinione, di un caro amico, il generale Troncone, sui fatti del Piano di Zona.


Caro Enzo, 
dopo aver atteso invano che qualche sedicente esponete di cdx avesse a rispondere alle affermazioni ed incongruenze del sindaco in merito alla gestione del piano di zona n. 7, credo sia doveroso dire anche la mia, nella sempre crescente consapevolezza di aver fatto bene a seguire i consigli di coloro i quali mi volevano e vogliono tenermi fuori dall'occuparmi, anche in sola critica, della gestione politico-economica del mio paese. 

Come ebbi a scrivere qualche tempo fa :" Enzo Sica con tale compagnia dove voleva andare a parare? " oggi riflettendo, con amarezza debbo dire: " Ma io su quale collaborazione e confronto avrei potuto contare?".

 La certezza è che esiste purtroppo un popolo pieno di speranza, onesto, moderato, laborioso, usato, mortificato e bistrattato. 

Tornando in tema, a carattere generale non mi sorprende più di tanto il silenzio di coloro che, poco tempo fa, hanno organizzato e partecipato alle primarie di Fdi, in quanto ignorano o vogliono ignorare (e questo è grave) che la parentopoli nel caso è proprio di loro fattura. 

Ancora una volta, sedia e visibilità a discapito di coerenza nella rappresentatività professata e dignità.
 Leggo: " I rendiconti toccano all'Ufficio di Piano eletto dagli esponenti del Centro-destra". Ancora " Per la rendicontazione, relativa al decennio 2002/2012 (per me gli anni sono undici e non dieci), esiste un Ufficio di Piano con un proprio organico tra funzionari e professionisti che operano nel sociale, sotto il coordinamento della responsabile Maria Caterina Esposito, indicata da .....cdx, ..... Sono stati i sindaci a votare la responsabile nel 2012, quando il comune era commissariato....." " e' ora che i funzionari rispondano delle loro responsabilità". 

Incominciamo con il dire che il bilancio degli Enti pubblici e delle strutture ad essi collegati per ovvie ragioni hanno due ferme caratteristiche:"La Competenza e la Cassa". Cosa che nel nostro ente difetta ed è stato Evidenziato in tutte le salse da un esponente con la maglietta del cdx (unico e solo) dal 2007 al 2011. Proseguiamo nell'evidenziare una macroscopica contraddizione: " la Esposito coordinatrice responsabile è stata eletta (indicata) dal cdx nel 2012 i rendiconti che mancano partono dal 2002 ed arrivano al 2012 gestiti per la maggior parte da amministrazioni di csx, meno la parentesi 2004-2006, e la responsabile era l'avv. Masullo (vox populi dice:" creatura di De Luca"), indicata e nominata di certo da sindaci di csx o pseudo civici che almeno con coerenza e rispetto dell'impegno preso non si esponevano alla caccia o al reperimento di cariche nei partiti di appartenenza. Che la gestione in se presentasse lacune non è cosa nuova almeno per me e per Te, ricorderai bene il mio intervento e le mie perplessità manifestate in sede di riunione alla presenza dell'allora candidato e poi Consigliere Provinciale Baldi. Non è chiaro di quale rendicontazione il sindaco parli. Se parla di rendicontazione amministrativo-contabile, evidentemente non conosce o non gli hanno riferito che nel bilancio comunale esistono le Poste ove vengono riportate le entrate dovute ai contributi da parte dei comuni e dei finanziamenti regionali ( ad es.3.05.3432) e gli interventi ove vengono riportate le spese impegnate con Determine a firma del responsabile di Piano e perfezionate o concretizzate con "Mandati di Pagamento" a firma del responsabile finanziario del comune capofila (ad es.6.005.0000).

La politica teatrante con le sue maschere ed i suoi artisti.

D'altra parte la diatriba forte che è sorta con i comuni ribelli fu proprio a causa di una secco e forte richiamo al risanamento dei debiti dei comuni (ora ribelli) verso il comune capofila per il mancato versamento dei contributi arretrati, fatto dal responsabile finanziario del comune di Capaccio. 

La cronaca e la mia critica in merito a quell'evento già la conosci.

 Se poi si parla di rendicontazione politica, ovvero di realizzazione dei programmi, progetti ed altri obiettivi a sfondo sociale, allora la responsabilità ricade come detto sulla coordinatrice dell'Ufficio ma anche e soprattutto sul consiglio dei rappresentanti dei comuni, della provincia e degli enti sovra-comunali che non hanno controllato lo stato di sviluppo e realizzazione di quanto precedentemente programmato da loro stessi. 
Non credo che si possa togliere la ccdd primo-genitura al comune maggiore contribuente, a meno che le deficienze ed i ritardi non siano altri, quali ad esempio il ritardo o la mancata presentazione di progetti elaborati nel consiglio plenario. Allora l'aspetto è diverso e diverso è anche il carico di responsabilità che di certo non può ricadere totalmente sulla attuale responsabile di piano di cdx ma anche sui rappresentanti politici. Mossa, quest'ultima dal vago aspetto politico, che mal si addice ad un sindaco "civico". " Viri nu pocu ch' m' tocca fà!!!. 

Un abbraccio Peppe

Per saperne di più:
Piano di zona S7: Roccadaspide "sfiducia" Capaccio , infoagropoli.it

Piano di zona S7,Auricchio avvia raccolta firme per “sfiduciare” Capaccio , vocedistrada

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"La sfiducia a Capaccio? Non staremo a guardare",  la città di Salerno