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domenica 19 marzo 2017

LA VERA STORIA DEL MONDO COME NON VE L'HANNO MAI RACCONTATA

Di una storia è vero solo quello che l'ascoltatore crede.
(Hermann Hesse)





...E quindi i Templari sarebbero stati lo strumento con cui i Giovanniti (cioè una delle tante manifestazioni della Radix Davidis) volevano ricostruire il "Tempio" dopo la loro sconfitta con la svolta costantiniana del Concilio di Nicea.
I Templari però degenerano e si trasformano nella prima istituzione finanziaria internazionale della storia (inventano la lettera di cambio) esercitando la "nobile arte dei cravattari" su Re, Regine e Fanti, finché un Re, Filippo il Bello (ma pare che in realtà fosse un vero ranocchio), s'incazza e decide di vendicarsi sui suoi aguzzini (non poteva spendere neanche un soldo senza renderne conto ai Cavalieri del Tempio, che avevano il controllo delle finanze del suo regno), inventandosi presunte loro pratiche diaboliche e magiche in modo da poterli comodamente rosolare nei fuochi inquisitoriali e così riprendersi il mal tolto.
Fu la diaspora dei Tamplari sopravvissuti: una parte si unisce ad altri ordini cavallereschi come i Cavalieri di S. Giovanni di Rodi (poi di Malta) o l'Ordine dei Cavalieri Teutonici, una parte si trasferisce in Scozia dove si mettono a "fravicare" (1) da Muratori ed un'altra, sfruttando la flotta dell'ordine, ricomincia a derubare il prossimo loro trasformandosi in pirati.
 

Ma il confronto tra la fazione costantiniana, rappresentata dalla Chiesa di Roma, e quella Giovannita non si chiude qui.
 

Un fraticello di origini calabresi, Gioacchino da Fiore, erede della tradizione giovannita, decide di ridar vigore all'ordine della Radix Davidis. I "Gioacchiniti, i "Fidelis in Amore", i "Giordaniti" sono solo alcuni dei nomi dietro cui la setta si nasconde nel tempo.
 

La riforma protestante, diventa uno degli strumenti, con cui realizzare la "riforma universale e generale di tutto il vasto mondo" e i Rosa+Croce il suo "braccio operativo", a cui la Roma dei Papi, erede della tradizione imperiale romana, contrappone i Gesuiti.
 

Nel frattempo i Rosa+Croce si danno da fare.
 

In Scozia ed in Inghilterra scalzano la Libera Muratoria, cattolica e papista, e s'inventano la Massoneria Speculativa. 
Fondano, prima il Collegio degli Invisibili e poi la Royal Society e s'inventano il metodo scientifico.
Cominciano quindi a realizzare quella riforma culturale, sociale, spirituale e politica del Mondo.
Combattono così le tenebre della fede dogmatica e dell'autoritarismo cesareo-romano con la luce della Ragione, la libertà di pensiero e di ricerca.
Nascono il razionalismo e l'illuminismo.
 

Ma i Gesuiti non stanno lì con le mani in mano.
Per confondere le acque s'inventano gli "Illuminati di Baviera" e cominciano ad infiltrare le Logge Massoniche per farne un loro strumento indiretto di potere ed operativo.
Non solo, ma combattono la finanza di derivazione templare e rosacrosiana con quella ebraica, altra loro longa manus.
 

Il confronto è duro e si trasforma anche in guerra aperta tra le nazioni di cui detengono il controllo. La guerra dei trent'anni, quella anglo-spagnola, di devoluzione e successione spagnola, dei sette anni, le guerre napoleoniche, ecc. ne sono degli esempi.
 

Ma se la Radix Davidis ha delle sconfitte brucianti, dall'altra riesce a vincere il confronto culturale. La mentalità scientifica e laica s'impone, ma degenera in scientismo e laicismo.
 

Insomma il diavolo fa le pentole ma non i coperchi!
 

Così gli "strumenti" degenerano, acquistano vita propria, emancipandosi e perseguendo interessi propri, mondani, ben lontani da quelli originari.
Persino la Rivoluzione Russa, che doveva essere il punto di approdo di una riforma che fosse da correttivo al materialismo egoistico dell'occidente vede la fazione degli "Illuminati", anch'essa sfuggita al controllo dei Gesuiti, vincere e prendere una strada diversa.
La stessa "finanza giudia" comincia a tessera la propria trama di complotti illudendosi di essere ormai il vero "volgitore della ruota".
 

E' la vittoria dei "Rettiliani", cioè degli "Ilici" e degli Arconti.
La luce di Sophia e del Cristo-Logos, la Rosa ed il Giglio, l'Aquila Imperiale ed il Faravahar Zoroastriano sono sconfitti.


Inizia il tempo della "Bestia del Mare":

Poi vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e sulle teste nomi blasfemi. La bestia che io vidi era simile a un leopardo, i suoi piedi erano come quelli dell'orso e la bocca come quella del leone. Il dragone le diede la sua potenza, il suo trono e una grande autorità. E vidi una delle sue teste come ferita a morte; ma la sua piaga mortale fu guarita; e tutta la terra, meravigliata, andò dietro alla bestia; e adorarono il dragone perché aveva dato il potere alla bestia; e adorarono la bestia dicendo: «Chi è simile alla bestia? e chi può combattere contro di lei?» E le fu data una bocca che proferiva parole arroganti e bestemmie. E le fu dato potere di agire per quarantadue mesi. Essa aprì la bocca per bestemmiare contro Dio, per bestemmiare il suo nome, il suo tabernacolo e quelli che abitano nel cielo. Le fu pure dato di far guerra ai santi e di vincerli, di avere autorità sopra ogni tribù, popolo, lingua e nazione. L'adoreranno tutti gli abitanti della terra i cui nomi non sono scritti fin dalla creazione del mondo nel libro della vita dell'Agnello che è stato immolato.

Apocalisse 13:1-8

Uhmmm... ci sono tutti gli elementi per scriverci un buon romanzo.
Forse lo fò... 
...lo chiamerò i "Labirinti della Rosa" oppure "l'Aquila ed il Pellicano".
Se po' fa!


Nota:
(1) fravicare. il fabbricare proprio di chi è impegnato in lavori edilizi.

lunedì 13 marzo 2017

AMLETO ED IL COMPLOTTO DEI ROSA+CROCE

Chi oggi legge l'opera di Shakespeare, col senno di poi, può intravedervi numerose suggestioni rosacrociane. Dico a posteriori perché, come sappiamo, la Fama fraternitatis Rosae Crucis farà la sua comparsa a Kassel solo nel 1614 mentre William Shakespeare cesserà il suo transito terrestre nello stesso anno di pubblicazione della Confessio Fraternitatis di Johannes Valentinus Andreae, cioè nel 1616.

Sir Laurence Olivier in Hamlet.


Ciò non significa che il drammaturgo inglese non abbia potuto essere partecipe di quel milieu culturale che darà vita al rosacrocianesimo.
Un esempio di tali contiguità l'abbiamo in The Two Noble Kinsmen, tragicommedia scritta a due mani da Shakespeare e John Fletcher, dove nel Tempio di Diana si svolge una pseudo-cerimonia religiosa in cui una rosa gioca un ruolo cruciale.  
Emilia, uno dei personaggi, dichiara che "a rose is best" e poi spiega:

"It is the very emblem of a maid:
For when the west wind courts her gently
How modestly she blows and paints the sun
With her chaste blushes! When the north comes near her,
Rude and impatient, then, like chastity,
She locks her beauties in her bud again
And leaves him to base briars." (1)

Comunemente gli storici concordano che questa opera sia stata data alle scene tra il 1613 ed il 1614, per cui diventa interessante la "cartolina d'auguri" che nel Natale del 1611 il medico, musicista ed alchimista Michael Maier, considerato da molti un Rosa+Croce, inviò a Giacomo I in cui cripticamente auspica che "may the Rose not be gnawed by the Canker of the North Wind…"  (2)

Ed è proprio Michael Maier l'anello di congiunzione che ci porta alla corte di Rodolfo II d'Asburgo, il quale si circondò di uomini di cultura di diverse nazionalità con diversi interessi: lo stesso Maier, ma anche Tycho Brahe, Johannes Kepler,  John Dee, Edward Kelly, Michael Sendivogius e.. Giordano Bruno. Il Nolano ed i suoi discepoli, i giordaniti, sono storicamente uno dei nessi di congiunzione tra l'esoterismo rinascimentale italiano e quello cristiano dei riformati, di cui il pensiero dei Rosa+Croce sarà una manifestazione.

In ambito letterario inglese si è discusso per quasi più di un secolo della possibile influenza delle opere di Giordano Bruno su quelle di Shakespeare. Il monologo di Amleto, "To be or not to be", ne è uno dei classici esempi. Senza dubbio i versi "the whips and scorns of time, ...the proud man's contumely"  (3) vengono distillate dall'Oratio Valedictoria del Nolano, che costretto a lasciare l'Università di Wittenberg, si lamenta di "derisioni e dispregio di ignobili e stolti che, mentre son proprio bestie, sotto immagine e similitudine d'uomini, per il modo di vivere e la fortuna, insuperbiscono di temeraria arroganza". Ma molti altri paralleli sono possibili tra l'Amleto di Shakespear e la weltanschauung filosofica bruniana. (4)

Inoltre numerosi amici e membri dell'entourage di W. Shakespeare sono ricollegabili a Giordano Bruno o all'ambiente rosicruciano.

Richard Field stampò tre opere di Shakespeare, Venus and Adonis , The Rape of Lucrece ,The Phoenix and the Turtle ed è generalmente accettato dagli storiografi che i due si conoscessero fin dalla giovinezza. Trasferitosi a Londra tenne ben sei dei sette anni di apprendistato da stampatore con un francese ugonotto, Thomas Vautrollier, di cui sposò la vedova.
Vautrollier, tra altri, pare che abbia stampato le opere di Bruno non solo in Inghilterra, ma anche per conto dello stesso nolano per la loro diffusione sul continente sotto pseudonimi ed indicazioni editoriali di fantasia.

Edward Alleyn fu uno dei massimi attori del teatro elisabettiano e capocomico nella compagnia teatrale "The Admiral's Men" diretta concorrente di quella di Shakespeare, la "Chamberlain's Men". Lavorò con i maggiori drammaturghi del suo tempo, Christopher Marlowe (5),  Thomas Dekker, George Chapman e lo stesso Skakespeare.
Fu un alchimista. Sposò Joan, figlia di Philip Henslowe (6),  di cui divenne socio in affari. Connessione interessante l'Henslowe pagava il fitto al padre di Robert Fludd, sir Thomas Fludd (7)
Il Fludd, considerato un Rosa+Croce, conobbe personalmente Michael Maier in uno dei suoi numerosi viaggi in Inghilterra, particolare anche questo importante. (8)
Cosa ancora più importante l'Alleyn, ormai settantenne, scioccando la società londinese del tempo, sposò la figlia ventenne di un noto simpatizzante della causa del Palatinato: Robert Fludd. (9)

La famiglia Stanley anch'essa legata a suggestioni rosicruciane vede in Thomas Stanley, primo Duca di Derby, comparire tra i personaggi di alcune opere shakespeariane, ma anche i suoi successori essere patroni e protettori dello stesso Shakespeare.
Si pensa che A Midsummer Night's Dream sia stata rappresentata per la prima volta alla festa di nozze di William Stanley, sesto Duca di Derby nel 1595. (10)
Sir Edwar Stanley, secondo Duca di Derby,  ebbe una figlia, Venetia, che sposò Sir Kenelm Digby. Quest'ultimo fu un rosicruciano, i cui gioielli furono esibiti in occasione di un incontro della Societas Rosicruciana in Anglia agli inizi del secolo scorso. (11)

Potremmo continuare a citare altri esempi di connessioni tra Shakespeare e personaggi legati al rosicrucianesimo  (Thomas Vaugham, la famiglia Salusbury, ecc.), che però restano semplici suggestioni e non possono certamente assurgere al rango di indizi, figuriamoci di prove.
Possono però renderci l'idea di quale fosse la diffusione del pensiero esoterico nell'Inghilterra del tempo di Shakespeare.
Suggestioni ampiamente presenti nell'opera di Shakespeare.

Osserva Caroline Pagani in "Shakespeare e la filosofia occulta del Rinascimento":
Il mondo dell’epoca elisabettiana è caratterizzato da un particolare retroterra ideologico-culturale, dalla magia rinascimentale e dall’interesse per il soprannaturale. Le grandi creazioni di Shakespeare – Amleto, Lear, Macbeth, Prospero – sono considerate appartenenti alle fasi tarde della filosofia occulta rinascimentale che fu la filosofia dell’età elisabettiana.
 Ed aggiunge:
Shakespeare, probabilmente, attinse da tutti questi insegnamenti e dottrine esoteriche i temi che elaborò interiormente per creare le sue grandi opere. Soprattutto nelle ultime realizzazioni si nota un linguaggio misterico che fece pensare all’autore come ad un grande iniziato che operava sotto falso nome.
E quindi:
Negli ultimi drammi di Shakespeare l’atmosfera magica si fa particolarmente intensa e appare ancor più chiaramente connessa alle grandi tradizioni della magia rinascimentale: la magia intesa come sistema intellettuale dell’universo, “presagio della scienza” (Yates), come strumento per unire fedi religiose in contrasto all’interno di un generale movimento di riforma ermetica (aspetti presenti in Giordano Bruno che predicò in Inghilterra negli anni di formazione del Bardo). Shakespeare sembra quindi essere stato a conoscenza degli scopi religiosi più generali della magia rinascimentale sin dai drammi precedenti, anche se negli ultimi l’influsso di questa sensibilità è ancora più palpabile.
Se quindi la corte praghese di Rodolfo II d'Asburgo fu il prototipo di quell'ideale d'incontro di genti diverse, questo ideale però parve realizzarsi alla corte di Federico V Grande Elettore del Palatinato.

Scrive Gabriele La Porta in "I Rosacroce: i sacri attori":

Il 1613 fu un anno di grande speranza per gli uomini di scienza e di pace. In un’Europa dilaniata dalle guerre di religione, dall’intolleranza e dal fanatismo, una regione sembrò porsi come guida di civiltà, il Palatinato.
Per una serie di coincidenze irripetibili sembrò potersi attuare un’alleanza tra uomini giusti e potenti che garantisse una pace duratura alle nazioni, la fine delle persecuzioni religiose e degli odi confessionali.
La speranza si accese con il matrimonio di Federico V, signore del Palatinato con Elisabetta di Inghilterra, figlia di Giacomo I, e nipote della Grande Elisabetta I, protettrice delle arti e delle lettere.
Tra i due, lui

Federico V era noto nella sua terra per aver riunito ad Heidelberg, la capitale, scienziati e filosofi indipendentemente dalla loro fede religiosa. Giovane, brillante, colto, poeta, studioso di scienze ermetiche, protestante, ma con ampie vedute religiose, nemico dei settarismi, Federico è il punto di riferimento degli intellettuali tedeschi e boemi.
Lei

Splendida, poco più che adolescente, capace di creare musica e di eseguirla, protettrice dei teatranti e dei tragediografi, amica di Shakespeare, Elisabetta rappresenta lo spirito illuminato anglosassone. curiosa, attiva, ha ereditato dalla zia, la grande Elisabetta, la passione per la “occulta filosofia”.
 Matrimonio questo che accese molte aspettative specie nel campo dei riformati.
Logico che il matrimonio tra questi due ragazzi venisse salutato dagli uomini di cultura come l’inizio di una nuova era. Per di più Giacomo I ha un altro figlio, l’erede della corona, Enrico, di pochi mesi più grande di Elisabetta, unito alla sorella da un vero profondo affetto e da una totale stima reciproca.
... Tre ragazzi aperti, intelligenti, uniti dal gusto della vita, della ricerca e della passione per la “scientia scientiarum”. Tre giovani potenti, perché se Federico già è signore del Palatinato, Enrico lo diventerà della Gran Bretagna. È quindi giusto che questi ragazzi ipotizzino un futuro diverso e per i propri paesi e per l’Europa intera.
Vi sono tutti gli elementi perché il "complotto rosacruciano", cioè "la Riforma universale e generale di tutto il vasto mondo", possa compiersi.
Ecco i loro sogni: attuare subito nel Palatinato la città ideale, Heidelberg, dove tutte1e ricerche, tutte le filosofie, tutte le religioni possono trovare ospitalità. Praticare immediatamente una forma di governo tollerante verso qualsiasi tipo di fede, incentivare gli studi ermetici e scientifici, abolire i soprusi, le angherie dei potenti, di qualunque confessione essi siano, E poi, forti di questa esperienza, “esportare” questo modello di stato in Inghilterra, non appena Enrico diventerà a sua volta re, titolo che gli spetterà per naturale successione.
Un sogno, certo, ma con moltissime probabilità di attuazione. Non appena Federico e Elisabetta, dopo essersi sposati a Londra, giungono nel Palatinato attuano tutte le riforme che avevano stabilito nelle lunghe riunioni notturne con Enrico nella capitale inglese, alla presenza di Dee e di tutti gli ermetisti amici di Elisabetta, tra cui Shakespeare. Il già celebre drammaturgo che da quando ha avuto modo di conoscere Giordano Bruno, che fu ospite della Grande Elisabetta, ha scritto opere teatrali colme di significati ermetici, quali il Combelino, La Tempesta, il Racconto d’Inverno…
Il castello dove i due giovani coniugi vivono è trasformato in pochi giorni in un tempio della poesia, dell’arte, della filosofia. Statue che cantano, fontane illuminate giorno e notte, musiche perenni, ospedali gratuiti per gli infermi, imposizioni fiscali proporzionali al reddito, istruzione gratuita per i figli di tutti i cittadini. Il sogno si avvera.
Federico ordina che siano acquistati tutti i volumi disponibili di filosofia e di ermetismo, Elisabetta fa giungere a Heidelberg la compagnia dei teatranti di Shakespeare perché tengano continue e pubbliche rappresentazioni delle ultime commedie del maestro, appunto quelle ermetiche. Architetti, ingegneri, pittori ipotizzano la realizzazione di città ideali e la trasformazione di Londra in un Eden, non appena Enrico andrà al trono. Segretamente giungono le opere, finora inedite, di Tommaso Campanella, in prigione a Roma e subito date alle stampe. Sono diffusi gli scritti di Agrippa, di Bruno e di tutti i filosofi greci. il sogno della pace si sta realizzando, forse il mondo cambierà, anzi stà già cambiando. Addio orrori, addio guerre, addio pestilenze, addio tribunali inquisitori, addio torture, addio roghi, addio tenaglie infuocate, addio bigottismi e vessazioni psicologiche. È il 1613; anzi, l’anno è terminato, è il 1614, quando appunto, misteriosamente, è diffuso il primo manifesto dei Rosacroce, la celebre Fama.
Ma il sogno di Federico V del Palatinato s'infrange anni dopo, nel 1619, in Boemia dove viene contrapposto come Re a Federico d'Asburgo, duca di Stiria. L'8 novembre 1620 è sconfitto nella Battaglia della Montagna Bianca ed è costretto a fuggire.
L'ideale di pacifica convivenza nelle diversità è sconfitto. Ogni proposito di riforma culturale, religiosa e politica s'infrange sulle intolleranze contrapposte e sui mai sopiti propositi di rivincita dei cattolici in Germania. Scoppia una terribile guerra che durerà trent'anni e che si concluderà con l'affermazione del principio assolutistico del "cuius regio, eius religio".
Numerosi riformati si rifugiarono in Olanda, ma soprattutto in Inghilterra, come anche chi aveva condiviso o auspicato quel progetto di "Riforma universale e generale" dell'Europa cristiana: Christianopolis.

Non è un caso quindi che è proprio nelle Isole Britanniche che tra il XVI ed il XVII secolo nascerà la Massoneria, quella degli speculativi, che con i "Modern" si caratterizzerà come universale e cosmopolita e la cui mission sarà così sintetizzata dal pastore James Anderson nelle sue celebri Cositutions of the Free-Masons del 1723:  fare della Massoneria "il Centro di unione ed il mezzo per conciliare in sincera amicizia persone che sarebbero rimaneste in una perpetua distanza".

Ma se è questo il complotto dei Rosa+Croce, un'altra suggestione letteraria shakespeariana ci incuriosisce.

Nell'Amleto o The Tragedy of Hamlet, Prince of Denmark, opera forse scritta da Shakespeare tra il 1600 ed 1602, compaiono due singolari personaggi: Rosencrantz e Guildenstern.

Sono amici d'infanzia di Amleto, ma non esitano a tradirlo per mettersi al servizio come spie di Re Claudio, lo zio usurpatore. E' al loro indirizzo che Amleto recita il notissimo "monologo della depressione" avendo compreso di non avere alcun amico salvo che Orazio.
Già i loro nomi sono evocativi di suggestioni rosicruciane.
Rosencrantz => Rosenkreutz, cioè Christian Rosenkreutz, il personaggio leggendario dei tre manifesti rosacrociani.
Rosencratz (rosenkrans) è il rosario, ma anche una "corona di rose".
La rappresentazione delle rose con la croce come simbolo rosicruciano inizia nel XVII secolo, ma troviamo immagini interessanti anche prima.
Nel frontespizio di un lavoro di Jacob Lochter, edito a Norimberga nel 1517 è rappresentato un grande cerchio di Rose con una Croce nel centro e la figura del Cristo all’interno, per l'appunto una "corona di rosa". Corone di Rose che circondano una croce che ritroviamo anche nello stemma di Martin Lutero.
Guildenstern (o Gyldenstjerne) significa Stella d'Oro, che simbolicamente rappresenta l'oro dei filosofi e la nascita di Cristo nell'Iniziato.
Ma Guildenstern può cabalisticamente (intendo non quella ebraica, ma quella argotica degli alchimisti) divenire gilder-stone.
Guildenstern =>gilderstone=> libero muratore o massone.

Naturalmente i manifesti sono successivi all'Hamlet, però è anche vero che le suggestioni simboliche della Rosa e della Croce sono molto antiche, come anche che la Muratoria degli operativi all'epoca di Shakespeare era ormai tramontata o al tramonto mentre i primi semi della Massoneria speculativa cominciavano a germogliare.
Così diventa interessante lo sviluppo della trama del dramma.
Re Claudio ordina ad Amleto di recarsi in Inghilterra portando con sé una lettera. Con lui, ad accompagnarlo nel viaggio, Rosencrantz e Guildenstern.
Nella lettera vi è l'inganno. Vi è scritto al Re d'Inghilterra di uccidere Amleto.
Questi però scopre l'inganno è modifica la lettera così che "i cattivi compagni" siano essi ad essere uccisi: 

"Non sono vicini alla mia coscienza; la loro rovina scaturisce dalla loro stessa perfida condotta"(Atto V, Scena 2)

Ma chi sono i cattivi compagni di Amleto?
Ad opinione di Fabio Degiovanni: 
"Se si tien conto della fioritura di correnti esoteriche in quel tempo e di come le stesse abbiano dato luogo a circoli spesso implicati nelle agitate vicende politiche di allora, non mi stupirebbe che l'Autore abbia inteso velatamente censurare un certo servilismo di determinati ambiti culturali nei confronti dei detentori del potere.
La figura di Amleto non è solo quella di un personaggio coinvolto negli intrighi di corte, ma anche e soprattutto quella di un filosofo assolutamente "isolato" intellettualmente per l'originalità del suo pensiero, principalmente nel suo aspetto etico, quindi "pratico" e politico. Egli è comunque principe ereditario e la sua vantaggiosa posizione politica non viene minimamente compromessa dalla morte del padre; tuttavia avverte l'urgenza di una giusta vendetta, nonostante proprio tale pulsione morale sia idonea a mettere in pericolo trono e vita, come di fatto accadrà.
I due personaggi in esame, non a caso compagni di studi di Amleto e quindi anch'essi "intellettuali", mi pare rappresentino adeguatamente quella cultura inquadrata in schemi organizzativi predeterminati ed asservita al potere, come certo poté essere osservata da Shakespeare nel suo tempo e nel secolo precedente, che aveva così attentamente studiato ed illustrato nelle sue opere "storiche".
Non a caso dunque la funzione del "tradimento" di Amleto viene riservata a chi aveva già tradito la funzione ed il senso stesso delle "conoscenze" acquisite per farne strumento di prevaricazione. Altrettanto sintomatica appare la frustrazione del complotto ad opera della vigilante libertà intellettuale di Amleto, neppure sospettata da coloro che si erano attenuti a schematismi preconfezionati ed avevano abdicato alla ricerca di ogni progressione, in favore di un uso puramente utilitaristico della cultura acquisita."



Note:
(1) Di tutti i fiori credo che il più bello sia la rosa
....
È il vero simbolo della fanciulla;
quando zefiro dolce l’accarezza,
come pudicamente essa si schiude,
a colorar dei suoi casti rossori
la chiarità del giorno!
E quando il soffio del vento del nord
le si avvicina
rude e irrequieto,
come la stessa castità pudica,
essa le sue bellezze
chiude di nuovo dentro il suo bocciolo
e lo nasconde nel rozzesco rovo.
Willliam Drummond ipotizza che il poema del 1649 sulla morte di Hawthorndon di W. Ramsay possa essere ispirato dai versi di Two Noble Kinsmen. Drummond scrive "so falls by northern blast a virgin rose…" W.C. Ward ed. Poems of William Drummond vol. II pp.175-6. 
(2)  Paul Goodall, FRC , "A Rosicrucian Christmas Card", pag. 5.
(3) "Le derisioni e gli scherni del tempo,la contumelia dell'uomo superbo".
(4) Hilary Gatti The Renaissance Drama of Knowledge p. 180.
(5) del Marlowe l'Alleyn portò in scena Tamburlaine, Doctor Faustus, and The Jew of Malta.
(6)  Philip Henslowe era proprietario, tra gli altri, del "The Rose Theatre".
(7) Ron Heisler, Two world that converged: Shakespear and the ethos of the Rosicricians.
     Il Fludd fu teosofo, alchimista e medico ed autore di  una "Apologia compendiaria Fraternitatem de Rosea Cruce suspicionis et infamiis maculis aspersam, veritatem quasi Fluctibus abluens et abstergens" ed anche del "Tractatus apologeticus integritatem societatis de Rosae Cruce defendens". 
(8) Salvatore Califano, Storia dell'alchimia: Miticismo e esoterismo all'origine della chimica moderna, pag.119, University Press, Firenze, 2015.
(9) Ron Heisler, op. cit. 
(10) Peter Stanley, The House of Stanley. Pentland Press. 1998, pag. 141. 
(11)  A.E . Waite The Brotherhood of the Rosy Cross (1961) pag. 308.

giovedì 2 febbraio 2017

Carlo Alberto Dalla Chiesa, Licio Gelli e Rosy Bindi: il Grande Fratello tra amore fraterno ed amore profano.

Metafora antimassonica
.
E' il 17 marzo 1981 quando la Guardia di Finanza durante la perquisizione della villa di Gelli, Villa Wanda, e di una fabbrica di sua proprietà, la Gioele in provincia di Arezzo, rinverrà numerosi documenti tra cui la celeberrima lista degli iscritti alla P2 oltre a numerose “domande di iscrizione con firme illustri”, tra cui quella del generale Carlo Alberto della Chiesa.1
Come sappiamo è solo una delle numerose “liste” degli affiliati alla loggia massonica P2, che la Commissione Parlamentare Anselmi ritenne però attendibile nella sua relazione finale2, anche se non ne escludeva l'incompletezza. Lo stesso Gelli in seguito affermò che tale lista nulla era che un "brogliaccio" e che egli originali erano stati precedentemente distrutti. 3
Resta il dubbio che questa ed altre liste siano state rimaneggiate ampiamente sia escludendo nomi importanti, sia inserendone altri di del tutto estranei.

Su cosa fu la Loggia P2 si è discusso e si discuterà ancora senza probabilmente riuscire a comprenderne pienamente la realtà. Di fatto Licio Gelli divenne per molti da allora “il Grande Vecchio”, il grande tessitore di intrighi, ricatti, inganni e bugie.
In questa mia riflessione, premetto, non mi interessa il ruolo “politico” e “sovversivo” della P2 in sè, ne ripercorrerne la storia, quanto piuttosto alla luce delle recenti richieste della Commissione Antimafia, presieduta dalla Rosy Bindi, il ruolo di “luogo di potere” e di “grande attrattore” della Massoneria per quanti possono intravedervi un occasione di carriera o affari, o quanto meno un luogo dove “esserci” per chi vuol contare.

Interessante a tal proposito è la storia del gen. Carlo Alberto della Chiesa, indubbiamente un eroe della lotta alla Mafia e fedele servitore dello Stato, che pare abbia fatto richiesta di affiliazione alla P2, anche se poi non sappiamo se sia stato lì effettivamente iniziato.
Si narra che “tegolatori” di Dalla Chiesa furono il generale Raffaele Giudice e l'on. Francesco Cosentino grazie ai quali “fu “presentato” (avevano sottoscritto il modulo di presentazione per l’inserimento nella loggia) a Gelli”4.
Quali furono le ragioni per cui Dalla Chiesa bussò alla P2 non sono affatto chiare né note.
Diverse le opinioni.
C'è chi ritiene che lo abbia fatto “quasi involontariamente”: “anch’io, come altri, sono stato costretto a iscrivermi alla Loggia”5. Altri invece che non ne abbia intuito la gravità e pericolosità:Io ho fatto la domanda (…) per quanto ne sapevo, per le persone che conoscevo, si trattava di uomini per bene, servitori dello Stato..”.6
Difatti, se vera la citazione Giovacchino, se ne deduce che Dalla Chiesa si sentì probabilmente “costretto” ad affiliarsi alla P2 per “fare carriera”. Inutile ricordare come in quella loggia coperta il numero di alti ufficiali delle Forze Armate e di personaggi di vertice dei Servizi Segreti fosse altissimo. Cosa che ci fa propendere per tale ipotesi.

Di certo una loggia con centinaia di affiliati, se non addirittura oltre il migliaio come ritenuto da alcuni, non può in alcun caso trovare giustificazione in quella che è l'essere stesso di un ordine iniziatico che trova nella ritualità e nei lavoro collettivo la sua ragion d'essere. Evidentemente quindi la loggia P2 se fu formalmente parte dell'istituzione massonica, il G.O.I., non lo fu nella sostanza. Cosa rimarcata tra l'altro nella stessa relazione della Commissione Anselmi, che non solo indicò il Gelli come “un massone del tutto atipico”, ma aggiunge:
egli non si presenta cioè come il naturale ed emblematico esponente di un'organizzazione la cui causa ha sposato con convinta adesione, informando le sue azioni, sia pur distorte e censurabili, al fine ultimo della maggior gloria della famiglia; Licio Gelli, in altri termini, non sembra sotto nessun profilo, nella sua contrastata vita massonica, un nuovo Adriano Lemmi, quanto piuttosto un corpo estraneo alla comunione, come iniettato dall'esterno, che con essa stabilisce un rapporto di continua, sorvegliata strumentalizzazione”.
Anzi sempre la Commisione afferma che la “la presenza di Gelli nella comunione di Palazzo Giustiniani” appare 
“come quella di un elemento in essa inserito secondo una precisa strategia di infiltrazione... Questa infiltrazione inoltre fu preordinata e realizzata secondo il fine specifico di portare Licio Gelli direttamente entro la Loggia Propaganda, instaurando un singolare rapporto di identificazione tra il personaggio e l'organismo, il quale ultimo finì per trasformarsi gradualmente in un'entità morfologicamente e funzionalmente affatto diversa e nuova, secondo la ricostruzione degli eventi proposta. Quanto detto appare suffragare l'enunciazione dalla quale eravamo partiti, perché il rapporto tra Licio Gelli e la massoneria viene a rovesciarsi in una prospettiva secondo la quale il Venerabile aretino, lungi dal porsi rispetto ad esso in un rapporto di causa ed effetto, come ultimo prodotto di un processo generativo interno di autonomo impulso, assume piuttosto le vesti di elemento indotto, di programmato utilizzatore delle strutture e della immagine pubblicamente conosciuta della comunione, per condurre tramite esse ed al loro riparo quelle operazioni che costituirono l'autentico nucleo di interessi e di attività che la Loggia P2 venne a rappresentare.”7


Il giuramento firmato da C. A. Dalla Chiesa. In esso manca ogni riferimento di fedeltà allo Stato e alle sue leggi.

Dinanzi a questi precedenti la richiesta della Commissione Antimafia di avere le liste dei Massoni italiani non deve essere vissuta dalla comunità massonica italiana come un ulteriore episodio di quella guerra alla loro istituzione mai sopita specie in certi ambienti politici ideologicamente avversari o in altri ambiti come quello cattolico, ma come un'occasione per mostrare orgoglio, forza e trasparenza.
Se di certo la richiesta della stessa commissione parlamentare dei nominativi di tutti i massoni delle varie obbedienze italiane è abnorme ed immotivata (giusto sarebbe richiedere i piè di lista delle sole logge toccate dalle indagini), non è che questa non trovi una sua ragione alla luce di tanti precedenti giudiziari e di indagini delle procure italiane che mostrano una seria “infiltrazione” di interessi profani, se non addirittura criminali, attraverso personaggi non sempre limpidi (o spesso anche insospettabili) nelle varie articolazioni territoriali (specie al Sud) delle varie comunioni massoniche italiane.

Inutile ribadire che spesso le tegolature più che rispondere alle esigenze proprie di un ordine iniziatico sono piuttosto il frutto di logiche di prestigio, interesse o addirittura economiche (le capitazioni). Altrimenti sarebbe inspiegabile come possano esistere logge con un numero di affiliati non congruo, o meglio spropositato, rispetto a quelle che sono i numeri necessari per lo svolgimento dei lavori di loggia. Difficile immaginare un centinaio di fratelli che “lavorano” assieme negli angusti locali in cui spesso sono innalzate le colonne del tempio.

Così in Commissione Antimafia testimonianze come quelle dell'avvocato Amerigo Minnicelli, già Maestro Venerabile della Loggia 'Luigi Minnicelli' di Rossano (Cs) del G.O.I., destano allarme quando denuncia che, a causa delle lotte intestine tra le diverse fazioni della storica obbedienza, queste per rafforzarsi sono ricorse anche ad “un ingresso massiccio di persone senza che vi sia stato nessun efficiente controllo. Di qui i casi frequenti di indagini e condanne di iscritti al Goi, cosa che negli anni precedenti non avveniva”. Così fino al 1995 gli iscritti al G.O.I. in Calabria erano 600-700 ora sono 2600 "e non si giustifica una crescita in questi termini in alcun modo. Tutto ciò avviene per esercitare un controllo sulla organizzazione"8.

Come non di marginale rilievo è la necessaria trasparenza dell'istituzione (ma aggiungerei di ogni forma associativa) quando i suoi membri sono impegnati nella vita pubblica sia nelle istituzioni quali eletti che come pubblici ufficiali. Infatti se esiste un limite costituzionale di iscrizione ai partiti politici per i magistrati, i militari di carriera in servizio attivo, i funzionari ed agenti di polizia (poi ampiamente aggirato ad esempio in magistratura con la nascita delle varie correnti associative) è perché si è ritenuto preminente il diritto del cittadino, cioè la garanzia al cittadino ad avere un trattamento imparziale da parte di un pubblico ufficiale nello svolgimento della sua funzione.
Lo stesso principio è stato ribadito dalla Cassazione per quanto attiene l'appartenenza alla Massoneria del magistrato perchè ne preclude "di per sé l'imparzialità".9
Ma analogamente lo stesso principio varrebbe anche in tutti quei casi in cui il cittadino ha che fare con un pubblico ufficiale che sia in un appalto, un concorso o altro.

Così la Regione Marche varava una legge (n. 34 del 5 agosto del 1996) in cui disciplinava le nomine e le designazioni di sua spettanza prevedendo all'art.5 che i candidati a tali incarichi non dovessero essere affiliati alla Massoneria, per di più obbligandoli a sottoscrivere una dichiarazione in tal senso.
Il G.O.I. giustamente ricorse alla Corte Europea per i diritti dell'uomo, chein tale normativa ravvisò una violazione all'art.11 della Convenzione Europea dei diritti dell'Uomo, in quanto violerebbe la libertà di associazione: l'art.5 della suddetta legge regionale metteva i Massoni dinanzi ad una scelta, quella tra la propria istituzione ed il concorrere ad un incarico in un organo regionale. “Per tale motivo, limita non solo la libertà di associazione di ciascun membro, ma anche quella dell'associazione stessa”. 10

Altro esempio è quello della Legge Regionale 15 febbraio 2000, n. 1 della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
 “ Tale legge stabilì, tra le altre, le regole da osservare per la nomina a cariche pubbliche di competenza della regione. Essa prevedeva in particolare l’obbligo per i candidati di dichiarare alla Presidenza dell’esecutivo regionale e alla commissione per le nomine del Consiglio regionale la loro eventuale appartenenza ad associazioni massoniche o in ogni caso di carattere segreto. L’assenza di dichiarazione costituiva condizione impeditiva della nomina. Da una nota del Consiglio regionale Friuli Venezia Giulia 15 settembre 2005 risulta che soltanto una delle 237 persone candidatesi ad un posto di consigliere di amministrazione in una società a partecipazione regionale, ha dichiarato di appartenere ad una loggia massonica. Questa persona è stata scelta dal Consiglio regionale per rivestire tali funzioni.11
La parte ricorrente sempre il G.O.I., che lamentava anche in questo caso una limitazione alla libertà di associazione. In questo caso nessuna limitazione all'accesso ad incarichi pubblici dovuti all'appartenenza massonica del candidato quanto la discriminante di doverla dichiarare. La Corte osservava che, fatti salvi i legittimi scopi di sicurezza nazionale e di difesa dell’ordine, non potendosi annoverare la Massoneria tra le associazioni a carattere segreto (e quindi rientranti nella normativa dell'art. 14 della Convenzione) e non essendo di per sé legalmente riprovevole non vi era ragione perché tale obbligo fosse vero soltanto per una Regione e non in tutta Italia, creando per di più una discriminante rispetto ad altre associazioni anch'esse non segrete e non tenute all'obbligo.

Ben diverso il caso in cui il Consiglio di Stato è chiamato ad esprimersi sulla legge della Regione Toscana n. 68/1983, che impone l'obbligo al soggetto designato o nominato ad una pubblica funzione, di comunicare alla Pubblica Amministrazione l'appartenenza a realtà associative che abbiano finalità dichiarate o svolgano di fatto attività di carattere politico, culturale, sociale, assistenziale o di promozione economica.

In questo caso, benché si tratta di una norma che esplica i suoi effetti solo nell'ambito territoriale della Regione Toscana, essa però non attua alcuna discriminazione a differenza dei casi precedenti discussi dalla Corte Europea per i Diritti dell'Uomo, perchè prevede un obbligo per i consiglieri regionali e per i titolari di nomine e designazioni regionali, che non riguarda un'unica ed esclusiva realtà associativa, ma bensì una pluralità di tipologie. Il principio espresso corte è che:
il soggetto che aspira al conferimento di un incarico pubblico è portatore (e di ciò deve essere consapevole) di un obbligo di trasparenza nei confronti della collettività che implica la possibilità di conoscenza, da parte dei cittadini, di profili della propria personalità e delle proprie opinioni e attitudini, sia come singolo che in qualità di appartenente al contesto sociale nel quale si esplica la propria attività: ciò è tanto più vero in relazione all’espletamento del mandato politico, ma è comunque di assoluta rilevanza anche nel quadro del conferimento di incarichi pubblici ad estranei all’amministrazione, in funzione dell’attribuzione di poteri pubblicistici e, anche, della correlata gestione di risorse finanziarie collettive.”12
Con tale normativa, quindi, si esprime il giusto principio che chi concorre ad un incarico pubblico debba dichiarare qualsiasi appartenenza egli abbia, che sia quella ad un partito politico, alla Massoneria, ad associazione religiosa e persino alla bocciofila del paesello.
E' indubitabile che in molti paesi cattolici esiste un pregiudizio antimassonico. Ma è anche vero che spesso la giusta riservatezza delle istituzioni massoniche è stata strumentalizzata contro la Massoneria stessa, come anche purtroppo è stata paravento, bisogna dirlo, per interessi profani che nulla hanno a che fare con un ordine iniziatico.

Pregiudizi ben più radicati e terribili sono stati sconfitti proprio con un scatto d'orgoglio, come nel caso di quello sull'omosessualità, attraverso una pratica quotidiana di testimonianza dei propri valori e di trasparenza. In molti paesi, come quelli anglosassoni, la Massoneria ha ben pochi elementi di riservatezza. Persino i massoni delle più piccole logge, nei paeselli più sperduti, organizzano manifestazioni e marce pubbliche. Insomma nessuno si nasconde, tutto alla luce del sole.

A quando  un Mason Pride in Italia?

Marcia cittadina della Provincial Grand Lodge of Devonshire.


NOTE:
1 De Luca M. – Buongiorno P., Storia di un burattinaio in AA.VV. L’Italia della P2, Mondadori, Milano 1981, p. 60
2 “Le liste sequestrate a Castiglion Fibocchi sono da considerare:
  • autentiche: in quanto documento rappresentativo dell'organizzazione massonica denominata Loggia P2 considerata nel suo aspetto soggettivo,
  • attendibili: in quanto sotto il profilo dei contenuti, è dato rinvenire numerosi e concordanti riscontri relativi ai dati contenuti nel reperto.”
    (Commissione parlamentare d'inchiesta - 12 luglio 1984)
3 Sandro Neri, Licio Gelli: parola di Venerabile, Aliberti, Reggio Emilia, 2006 .
4 Pennino G., Il vescovo di Cosa nostra, Sovera, Roma 2006, p. 121.
5 cit. in Di Giovacchino R., “Il libro nero della Prima Repubblica”, Fazi, Roma 2005, p. 91.
6 cit. in Carpi A.P., “Il Venerabile“, Gribaudo & Zarotti, Torino, 1993, p. 443.
    Nel libro “Delitto Imperfetto” (Melampo Edizioni, 2007), il figlio Nando a tal proposito ha scritto: “Verso la metà degli anni Settanta, in una condizione di relativo isolamento (si ricordino le ostilità che incontrava allora in larghissimi settori dell’opinione pubblica progressista), mio padre fu ripetutamente contattato e richiesto dai suoi superiori di entrare nella loggia segreta di Gelli, tramite la quale avrebbe ottenuto solidarietà e sostegno”. Sono proprio solidarietà e sostegno che avrebbero spinto il generale a far domanda per l’annessione alla loggia. Quella domanda di affiliazione a quanto pare vi fu, ma Dalla Chiesa non venne, per quanto ne sappiamo, però mai iniziato. Ecco perchè non comparirebbe nelle varie liste della P2, a differenza del fratello Romolo, che invece venne iniziato LM in quella loggia.
7Commissione parlamentare d'inchiesta sulla loggia massonica P2, Relazione di maggioranza. Licio Gelli, la loggia propaganda due e la massoneria. Conclusioni.
9 Cassazione, V sezione penale n° 1563 / 98.

10 Diritti dell'uomo e libertà fondamentali. La giurisprudenza della ..., Volume 3, di Michele De Salvia eVladimiro Zagrebelsky, pag. 454.



11 Giurisprudenza 26740/02 (31/05/2007),  Sentenza della Corte europea dei diritti umani.

sabato 30 novembre 2013

MASSONERIA, TEMPLARISMO E SETTE NEL SALERNITANO: AFFARE E MALAFFARE? I NOMI DEI MASSONI SALERNITANI

Poteri occulti.
Qual'è il motore della Storia?
E' proprio come l'abbiamo studiata sui libri di storia o c'è qualcosa che ne determina il movimento senza che gli stessi contemporanei ne siano necessariamente consapevoli?
C'è una partitura occulta che appare solo quando si superano i luoghi comuni e le mitologie retoriche che l'ufficialità ci mostra?

Oggi un pò tutti sappiamo quanti avvenimenti storici importanti possono essere letti anche sotto la luce di nuove prospettive, dove ad essere protagonisti ed attori non sono sempre e solo quegli ambienti e personaggi di cui la storia ci racconta. Anzi, a volte anche le personalità storiche e determinati avvenimenti paiono, alla luce di queste letture alternative della storia, assumere contorni inaspettati: così è per la rivoluzione americana, che vide tra i suoi promotori moltissimi massoni (1), ma anche per quella francese (2), quella Russa (3), il nostro Risorgimento, come anche lo stesso italico Fascismo (4).
Quindi l'occulto, cioè ciò che è nascosto, inteso come motore della storia, ma potremmo dire anche di molti fatti di cronaca.

Che esistano "luoghi" dove si incontrino le varie forme del "Potere" è cosa più che evidente. Uno di questi è la Massoneria. 
Bisogna, però, anche dire, che è necessario fare un distinguo tra il pensiero ed il movimento massonico, inteso come una forma di neoumanesimo, ma anche di esoterismo, e come tale "strumento di liberazione" individuale e collettivo, e la Massoneria intesa come istituzione, e quindi come "luogo di Potere", cioè quale luogo di ambizioni ed affari (forse dovremmo dire in diversi casi noti di malaffare). Così la Massoneria non di rado, suo malgrado, è il punto di covergenza di uomini che agiscono nelle istituzioni religiose, dello Stato, nella politica, del mondo degli affari e delle professioni, come anche della malavita organizzata.
E' ciò è tipico di ogni movimento, che sia religioso, politico o di qualunque altra natura. Ciò perchè alla fine le istituzioni sono meri strumenti, ma ciò che determina la bontà o meno dell'istituzione stessa, o meglio del suo "fare" è l'uomo del momento che vi si trova ad agire. Uomo, che, come tale, porta con sè tutti i limiti e pregi della propria condizione umana.

Diventa così interessante iniziare una "mappatura" del potere, o meglio dei luoghi dove si prendono le decisioni (che non sempre sono quelli istituzionali, che spesso diventano passivi ricettori di decisioni prese altrove) anche nel nostro territorio.


Sappiamo che la Massoneria ha avuto un ruolo determinante nei moti rivoluzionari del secolo XIX, ma meno sappiamo di quanto abbia influito nella politica contemporanea e in tanti fatti di cronaca economica, quale strumento di potere e di élite. Ciò vale anche per gli altri "possibili luoghi del potere", che siano altre forme associative dove è possibile intrecciare relazioni e aprire contatti, come il Rotary o i Lions, i partiti politici o altro ancora. 

In realtà della fratellanza massonica salernitana e dei suoi membri sappiamo ben poco anche se alcune Obbedienze massoniche nazionali comunque trasmettono gli elenchi dei propri iscritti presso le Prefetture. (5)

"Da Alessandria a Salerno riuniti i Fratelli delle Gran Logge" da lapulceonline.it

Un articolo del Corriere del Mezzogiorno (6) ci informa sinteticamente che le logge massoniche salernitane sono ben sette tutte aderenti al Grande Oriente d'Italia e cioè a Salerno la "Giuseppe Mazzini", la "Mentana", la "Giovanni da Procida" e l'ultima, costituita proprio quest'anno, l' "Antonio Genovesi". A Nocera Inferiore troviamo la loggia "Aurora", a Sarno il "Circolo Democratico", mentre a Montecorvino Pugliano è attiva "Libertà e pensiero". (7)
L'articolo, poi, aggiunge che "c'è anche un esponente politico salernitano, che ricopre un ruolo istituzionale, a capo di una delle logge massoniche presenti nella provincia di Salerno. Mentre alla guida della loggia Genovesi c'è un dirigente di partito".

Non paiono esistere invece derivazioni salernitane della Gran Loggia Regolare d'Italia, anzi quelle campane sono soltanto due, la napoletana "Motherland" e la casertana "Heredom". (8)

De Il Real Ordine A.L.A.M. nulla sappiamo delle sue articolazioni territoriali. I suo sito a proprosito è muto (9).

Degli intrecci tra ambienti occulti ed affari anche con risvolti locali, la cronaca ci dice qualcosa, venendo appena lambito questo "buco nero", solo grazie a indagini della magistratura su eventi quasi sempre d'interesse nazionale. Ricordiamo ad esempio lo scandalo della cosiddetta P3, che ha visto coinvolto il sindaco della vicina Pontecagnano Faiano, Ernesto Sica (10) oppure, come per alcuni pare, il caso di Monsignor Nunzio Scarano (11).

Ma quanto è potente la massoneria nel Salernitano e in Campania? Quale la rete di relazioni che essa ha intessuto?
La domanda è di difficile risposta, ma possiamo dare uno sguardo ai nomi dei massoni salernitani e ciascuno di noi farsi un'idea. La fonte è il Centro Studi Malfatti, che ha pubblicato "la lista dei massoni italiani" sul suo sito. Lista che non sappiamo quanto sia attendibile e quanto precisa, per cui è da prendere con un sano dubbio. E' stata pubblicata sul sito del centro studi a marzo del 2010, ma ciò non ci da alcuna indicazione su quanto in realtà sia vecchia (probabilmente risale agli anni '90 del secolo scorso).
Numerosi i "fratelli massoni salernitani", tra cui non mancano quelli capaccesi. Da leggere tutta, anche per i nomi di presunti massoni napoletani, come per quelli delle località a noi vicine a cominciare da Battipaglia.


La lista dei Massoni italiani è consultabile a questo 
(per visualizzare il PDF cliccare col tasto sinistro del mouse sulla scritta "link")


Esiste poi la variegata galassia neo-templare, che sia di filiazione cattolica o esoterica-massonica. Anche in questo caso pochissime notizie. L' Ordine Militare e Religioso dei Cavalieri di Cristo, Gran Priorato d'Italia è presente a Salerno con un Comando Provinciale, il cui referente è Fra Dott. Ernesto Marino (12). Vi è l'O.H.M.S.T.H. "Gran Priorato d'Italia", con una Commenda a Caserta, guidata dal Commendatore Fr. Pierfelice Trapassi (13). L'Ordre Souverain et Militaire du Temple de Jèrusalem, Gran Priorato d'Italia, vede la Campania nel Gran Balivato Centro Sud Tirreno, guidata dal Visiteur (Ispettore) Antonio Maffione. C'è anche l' OSMTJ - Gran Priorato della Lingua d'Italia, aderente all'OR.MO.TE., di cui è anzi il principale animatore. Costituito come ONLUS il 25 luglio 2002 a Pagani (Salerno), ha incorporato altre filiazioni minori e ha oggi sede a Roma. La nostra provincia rientra nel Gran Balivato della Magna Grecia


Martina Castellana, apprezzato medico salernitano, è il primo transessuale a ricevere l'investitura di "dama" dell'Ordine dei Cavalieri di Malta. Attenzione però..ci sono Cavalieri di Malta e Cavalieri di Malta (tratto da


Poi ci sono gli ordini cavallereschi, quelli veri e quelli "farlocchi". Anch'essi numerosissimi con molti aderenti anche locali. Ma la trattazione dell'argomento ci ruberebbe molto spazio per cui lo rimandiamo a tempi più propizii.

Non mancano anche i gruppi di tradizione Rosacruciana. 
L'Associazione Rosacrociana Oceanside (A.R.C.O.) è attiva almeno nel capoluogo campano. La Lectorium Rosicrucianum - Scuola Internazionale della Rosacrice d'Oro è presente a Napoli.

Per il Ministero dell'Interno (14) i gruppi Gnostici a Salerno si limitano al solo Movimento Gnostico Cristiano Universale d’Italia (M.G.C.U.I.), il Cisnur invece individua anche l'Associazione Geofilosofica di Studi Antropologici e Culturali (A.G.E.A.C.). Tra quelli Magici sempre il Ministero segnala l'Accademia Miriamica Kremmerziana Pitagorica o Fratellanza di Miriam solo a Napoli. Mentre il Cisnur segnala sia la Schola Philosophica Hermetica Classica Italica, Fratellanza Terapeutico-Magica di Miriam (S.P.H.C.I. Fr+Tm+ di Miriam) che l'Accademia Kremmerziana Napoletana. Sempre come convivio di magia cerimoniale è presente a Napoli la Dragon Rouge - Ordo Draconis et Atri Adamantis con la Loggia Sothis. Per i culti ufologici sempre a Napoli è presente il Movimento Raeliano. Da segnalare poi a Castel Volturno un gruppo spiritisco di origine brasiliano cioè Ordem Espiritualista Cristã Vale do Amanhecer, a Napoli l'Istituto Gnosis ed il Centro Italiano di Parapsicologia. Come gruppi New Age è attivo a Napoli Il Sentiero (The Pathwork).

Certo sembrerà a molti strano che io abbia citato oltre alla Massoneria anche organizzazioni come quelle neotemplari, i cavalleriati e delle sette. La cosa non deve però sorprendere, perchè malgrado ci dicano che la magia e l'occulto siano roba del popolino, in realtà sono ampiamente diffusi proprio tra coloro che contano, che siano del mondo della politica, degli affari o delle arti (15). Dice infatti Giorgio Galli: "La presenza di una cultura esoterica alle origini dello Stato moderno è un fatto storicamente accertato e che, come tale, potrebbe non essere ritenuto meritevole di ulteriore attenzione, ciò non sorprende quanto la presenza di astrologi nella Cancelleria di Hitler o nella Casa Bianca di Reagan." (16)
Ed aggiuge Paolo Franceschetti: "Una delle cose che, negli studi di questi anni, mi ha sorpreso di più, è stato lo scoprire che la magia è uno degli strumenti più potenti utilizzato dai personaggi più famosi e influenti della terra; reali di casate europee, presidenti USA e primi ministri italiani, francesi, spagnoli; politici (i più insospettabili, da Bertinotti e Borghezio, a Berlusconi o Prodi), personaggi TV, ecc." (17) (18).
Basterebbe, poi, semplicemente dare un'occhiata alle frequentazioni di Gustavo Rol, il noto sensitivo e veggente italiano, per capire quanto il fenomeno sia stato ed è tutt'ora diffuso proprio nell'èlite (19).  

Vi sorprendereste nello scoprire quanti insospettabili politici ed uomini di cultura e di affari ai massimi livelli in Italia sono attenti studiosi e praticanti delle più diverse dottrine megiche ed esoteriche dall'antroposofia, all'ermetismo di stampo pitagorico e rosacrociano fino a quasi-religioni come quella raeliana o lo spiritismo, come anche di singolari pratiche e strani ausili (20) e di come questi comuni interessi possano anche essere strumenti propiziatori di ben altri "affari".
Ma questa è un'altra storia. 


NOTE:
(1) Alcuni come Carpeoro dicono sia nata più che in ambienti massonici in quelli rosacruciani.
(2) Dove il motto "Liberté, Égalité, Fraternité", che quella rivoluzione fece proprio, era quello della Massoneria.
(3) "A fare la Rivoluzione Comunista in Russa erano due soggetti. Uno si chiamava Lenin e l'altro Trotsky. Bisogna spiegare alla gente che Trotsky non era uno qualunque. Trotsky era il Gran Maestro della Massoneria russa, 33° grado del Rito Scozzese, che va in Germania, si fa dare il simbolo disegnato da un disegnatore, che lo fa esattamente con lo stesso metodo simbolico di squadra e compasso, perchè il simbolo del Partito Comunista quello è! Si fa dare 14 milioni di marchi dalla Loggia Rosacroce Tre Globi di Berlino, va in Russia e come garante di questo finanziamento organizza, per la Massoneria, con Lenin la Rivoluzione Russa". Dall'intervista di Giovanni Francesco Carpeoro (ovvero Gianfranco Pecoraro, ex direttore della rivista esoterica Hera, Maestro Venerabile della Gran Loggia Serenissima, oggi, sciolta per confluire negli ALAM) su "Massoneria e Rivoluzione Russa", Youtube
(4) Moltissimi fascisti furono massoni tra i tanti: Italo Balbo, Dino Grandi, Roberto Farinacci, Michele Bianchi, Emilio De Bono, Giacomo Acerbo, Achille Starace. Allo stesso Mussolini fu conferito dall'allora Gran Maestro della Massoneria di Piazza del Gesù (cioè la Gran Loggia Nazionale d’Italia) Raoul Vittorio Palermi il brevetto di 33esimo grado (Ferruccio Pinotti, Fratelli d’Italia, BUR-Rizzoli, Milano, 2007, p. 328). Anzi il Sansepolcrismo (cioè il cosiddetto "fascismo delle origini", ossia quello ispirato ai principi enunciati da Benito Mussolini il 23 marzo 1919 all'atto di fondazione dei Fasci Italiani di Combattimento durante l'adunata di Piazza San Sepolcro a Milano) fu il tentativo della sinistra socialista, quella massimalista, di coniugarsi con il nazionalismo per realizzare quella rivoluzione socialista in Italia, che sin ad allora era stata velleitaria e fallimentare. Inutile dire, che i socialisti del tempo erano tutti Massoni.
(7)Confronta anche per notizie delle altre logge italiane e campane il sito ufficiale del Grande Oriente d'Italia (GOI).
(8) Dal sito ufficiale della Gran Loggia Regolare d'Italia
(9) Link al sito de Il Real Ordine A.L.A.M. .
(10) Loggia P3 e scandali politico-giudiziari: a processo va anche Ernesto Sica.  
(11) Lo scandalo che ha visto coinvolto monsignor Scarano, addetto all'Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica (Apsa), ricorda quello dello Ior di Marcinkus ( IOR NAME IS 007: DA MARCINKUS A SCARANO, GLI INTRECCI TRA SERVIZI, MASSONI E VATICANO- Dagospia), come i tanti salernitani coinvolti come imputati (Don Nunzio e il riciclaggio L’elenco completo degli indagati, La Città di Salerno) ci fanno pensare che fosse un "canale" operante anche nel nostro territorio. Interessante poi anche il coinvolgimento nel fattaccio del Sacro Ordine Militare Costantiniano (Le banconote sotto la tonaca, Repubblica).  
(12) Link al sito dell' Ordine Militare e Religioso dei Cavalieri di Cristo. Gran Priorato d'Italia.
(13) Link al sito dell'O.H.M.S.T.H. "Gran Priorato d'Italia".
(14) Ministero dell'Interno. Dipartimento di Pubblica Sicurezza. Direzione Generale Polizia di Prevenzione. Documento concernente: “Sette religiose e nuovi movimenti magici in Italia. Febbraio 1998.” 
(15) "Esoterismo e politica": medium e riti magici vicini al potere nel saggio di Giorgio Galli
(16) Giorgio Galli, «La magia e il potere. L'esoterismo nella politica occidentale», p. 13, I Quarzi, Lindau. s.r.l.
(17) Il commento è presente sul blog dell'avvocato viterbese, che rientrando nel genere "complottistico", quale fonte è da prendere con le debite misure di prudenza, anche se personalmente trove molte delle sue teorie quali interessanti spunti di riflessione e di approfondimento.  La magia. Cos’è, perché funziona, e per quale motivo i politici la usano in segreto.
(18) Così troviamo due premi Nobel come William Butler Yeats e Thomas Stearns Eliot o uno scienziato quale William Crookes nell'ordine esoterico della "Golden Down". La sorella del filosofo francese Henri Bergson, Moina, sposerà addirittura Samuel Liddell MacGregor Mathers, che assieme al dott. William Wynn Westcott e a William Robert Woodman creerà l’Ordine ermetico della "Golden Dawn" nel 1888. 
Sir Arthur Conan Doyle, il creatore di Sherlock Holmes, credeva nientemeno che alle fate. Egli si convertì, durante la guerra, allo spiritualismo ma "invece di seguire il percorso dei suoi compagni verso la metafisica, aderì a una ricerca portata avanti da certi membri della Società Teosofica convinti che delle fate fossero state fotografate nella valle di Cottingley, nello Yorkshire. Fu solo nel 1935 che le fate di Cottingley vennero definitivamente smascherate… Nonostante questo, il libro di Doyle attrasse un vasto pubblico" (James Webb, Il sistema occulto. La fuga dalla ragione nella politica e nella società del XX secolo, Sugarco Edizioni, Milano, 1989).
La guardia del corpo dell’armatore greco Aristotele Socrate Onassis, Frank Monte, in una autobiografia-scandalo, ha fatto rivelazioni incredibili. Monte, che è stato l’uomo accanto al quale Onassis ha trascorso gli ultimi cinque anni della sua esistenza, nel suo libro: "La spia degli uomini duri", scrive che il magnate aveva tra i suoi vizi la passione per orge omosessuali e la celebrazione di messe nere. Amava anche travestirsi da donna. Secondo Monte, il miliardario greco, che sarebbe stato dedito al satanismo e alla magia nera "sarebbe stato iniziato proprio da Maria Callas, ma aveva ben presto superato la maestra improvvisando dei sabba per i quali aveva addirittura fatto erigere un apposito tempietto, dove officiava i riti" ("Corriere della Sera", 2/11/91). 
L’ex guardia del corpo svela ancora che alle messe nere di Onassis e della Callas avrebbe partecipato anche l’attore inglese Richard Burton. Altri attori satanisti sarebbero stati Bobby Beausoleil, Jayne Mansfield, Kim Novak, Roman Polansky (cosa che ha aperto vari scenari ben lontani dalla verità processuale sia sulla morte della moglie Sharon Tate che sulla sua "presunta" pedofilia) e Sammy Davis Junior (che chiese di tenere segreta la sua adesione), tutti appartenenti alla Chiesa di Satana di San Francisco, fondata nel 1966 da Anton Szandor LaVey. Il regista Polansky, nel suo film "Rosemary’s Baby", fece interpretare la parte del diavolo allo stesso LaVey.  
Al giornalista Maurizio Blondet un misterioso individuo, che egli definisce come "un esperto di un genere assai speciale", confidò che anche l’attrice Jodie Foster avrebbe fatto parte, come sacerdotessa, della sètta "Skull and Bones" (Teschio e ossa) e fece anche altri nomi di importanti personaggi dello scenario mondiale (M. Blondet, Gli "Adelphi" della dissoluzione, ediz. Ares, Milano 1994, pagg. 230-234).  
(19) Tra i tanti: De Gaulle, Mussolini, Pio XII, Einstein, Croce, Fermi, Picasso, Dalì, D'Annunzio, Cocteau, John Fitgerald Kennedy, Federico Fellini, John Cage,Vittorio De Sica, Marcello Mastroianni, Nino Rota, Alberto Sordi, Franco Zeffirelli, Giorgio Strehler, Valentina Cortese, Giovanni Agnelli, Cesare Romiti, Vittorio Gassman, Guido Ceronetti, Valentino Bompiani, Vittorio Messori. Addirittura nel 1981 il presidente Reagan gli invierà un telegramma di ringraziamento per aver contribuito con il suo aiuto "metafisico" alla liberazione del generale americano James Lee Dozier.
(20) Scrive il Maestro Venerabile Gioele Magaldi del Grande Oriente d'Italia Democratico (GOD) nella sua "Lettera Aperta N°2  al Fratello Silvio Berlusconi del 9 dicembre 2010" : "In questi giorni corre voce che Virginia Sanjust (te la ricordi, Virginia, in relazione ai tuoi riti di magia sessuale? ) sarebbe in procinto di fare approfondite confessioni sugli aspetti esoterico-magici dei suoi rapporti erotici con te e con il tuo ambiente.". E nella  Lettera Aperta n.1 al Fratello Silvio Berlusconi del 26 luglio 2010 aggiunge: "Fanno persino sorridere le modalità approssimative e incerte con le quali alcuni giornalisti e/o studiosi hanno infine messo in luce la natura “iniziatica” e “massonica” del complesso di Villa Certosa in Sardegna (Residenza da Te personalmente curata, nella realizzazione, sin nei minimi dettagli) o del Tuo Mausoleo funebre ad Arcore, all’interno di Villa San Martino. Persino l’autorevole Prof. Marcello Fagiolo - che meglio di altri ha spiegato la natura esoterico-massonica del Mausoleo funebre voluto per sé e i suoi più fidi adepti dal Fratello Silvio Berlusconi - non ha dato una lettura ermeneutica esaustiva e completa di questo e di altri complessi architettonici fatti realizzare con convinto piglio da Libero Muratore dall’attuale Presidente del Consiglio italiano. Di una esplicazione compiuta e filologicamente rigorosa delle realizzazioni paesaggistico-architettoniche di significato massonico-iniziatico del Fratello Silvio, ci occuperemo ben presto Noi di Grande Oriente Democratico. Per rendere effettivo omaggio al genio latomistico di questo Fratello, se non altro.Caro Fratello Silvio, vogliamo “rivelare” alla pubblica opinione i tuoi robusti interessi in fatto di Astrologia? Vogliamo dire che non soltanto hai sempre avuto attorno a te (sedicenti) esperti di questa antica Scienza Iniziatica - consultati ad ogni piè sospinto - ma tu stesso ne sei un appassionato cultore? E diciamolo, via! Mica ti vorrai portare tutti questi segreti nel Mausoleo Massonico…"
Interessante anche l'intervista rilasciata da Magaldi a Luca Teolato per ilDirigibile (La P3 ha sede ad Arcore ed è nata nel 1991) dove a proposito delle presunte pratiche di Magia Sessuale di Berlusconi e del suo ristretto entourage afferma: " Esistono tre cerchi nella ritualità massonica Berlusconiana. C’è il primo, ristretto e riservato a chi appartiene alla loggia di Arcore. C’è il terzo cerchio delle feste aperte a tutti dove il sesso, la ritualità e i balli sono una cosa abbastanza volgarizzata, dove c’è la vulgata banale della freschezza giovanile che dà ristoro ai maturi e agli anziani. La cosa veramente interessante è il secondo cerchio e bisognerebbe chiederne conto a personaggi come Virginia Sanjust, che ha frequentato il Cavaliere, a Maria Pia La Malfa, moglie del fratello di Dell’Utri, e a tante altre donne che si dice siano state coinvolte in rituali di tradizione di magia sessuale occidentale. C’è la convinzione che queste pratiche allunghino la vita, come appunto gli elisir di lunga vita. Anche il nome Ruby  - dice Magaldi – che non è quello reale della ragazza balzata alle cronache degli ultimi giorni, ha una spiegazione. E’ un nome classico di un certo ambiente di magia sessuale occidentale che viene usato e riusato. La Ruby che ci interessa non è quella di oggi che va a sculettare in discoteca, ma quella che ci riporta ad un ambiente dove accadono più cose strane di quanto non si creda» afferma il Maestro Venerabile."