domenica 10 aprile 2011

Il nudo al tempo delle nostre bisnonne.



La bellezza è figlia del secolo e potremmo aggiungere anche la sensualità.
Quella che traspare da queste immagini è una sensualità apparentemente mediata da pose plastiche.
Eppure l'effetto che dovevano avere sui nostri bisnonni e nonni doveva essere ben diverso dalla semplice contemplazione della pura forma d'arte.
Oggi bombardati quotidianamente sui media da messaggi di carattere sessuale più o meno espliciti, queste foto sembrano essere ben poco "evocative".
Sono figlie di un'epoca in cui, per i più, vi era ancora una netta demarcazione tra ciò che è maschile e ciò che è femminile.
Una sessualità rassicurante dove ognuno dei sessi aveva il suo ruolo definito, ben lontana dalle problematicità e dalle indefinite e multiformi varianti dei giorni nostri.
La vita quotidiana ha ancora le sue "buone regole di comportamento", per cui ad esempio due fidanzati non potevano dormire sotto lo stesso tetto o restare a lungo soli.
Cose che, oggi, ci fanno sorridere.


Articolo da Diggita!



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sabato 19 marzo 2011

Si continua a discutere di energia nucleare o rinnovabili, ma si fa avanti un insospettabile terzo incomodo...


Energie alternative...
Si parla sempre e solo di nucleare tradizionale (quello a fissione, perchè in questo affare girano milioni di euro) o di eolico e fotovoltaico, che però, oggi, sono convenienti solo perchè sovvenzionati, pur rimanendo una possibile concreta alternativa da perseguire, proprio perchè rinnovabili.
Rubbia, poi, parla di nucleare al Torio, ancora sperimentale, ma molto più conveniente economicamente e meno pericoloso di quello all'uranio.

Ma esiste un'altra alternativa: la cosiddetta "fusione nucleare fredda".
Passata alla storia come una bufala (gli esperimenti di Fleischmann e Pons non furono replicabili), oggi in realtà, diversi esperimenti sembrano dimostrare il contrario (dagli esperimenti di Antonella De Ninno presso l'ENEA di Frascati, a quelli di Fritz G. Will del Department of Chemical and Fuels Engineering, Università di Salt Lake City, nello Utah, dei giapponesi Ohmori e Mizuno sull'elettrolisi al plasma, della Marina USA contenuto nel Technical Report 1862, del giapponese Yoshiaki Arata, di Piantelli e Focardi, sino agli ultimi sempre all'ENEA di Frascati).
Anzi sono numerosi anche le aziende importanti che investono in tali ricerche, ma nel più assoluto riserbo.

Perchè?

Semplice. Da una parte l'assoluto discredito che ebbe l'esperimento di Fleischmann e Pons, che portò universalmente ad identificare la fusione nucleare fredda come una bufala, dall'altra le resistenza a cambiare, sia di coloro che sono interessati a che nuove tecnologie non si sviluppino, perché detentori delle "vecchie", come di quanti hanno interesse a speculare sul fiume di soldi che girano intorno al nucleare e alla ricerca sulla fusione calda.
Ma vi sono anche altri tipi d'interesse che vanno esattamente nella direzione opposta.
Vi è chi ha interesse a tenere tali ricerche in ambiti circoscritti sia per averne il vantaggio di esserne i primi a svilupparle (brevetti), sia da parte di chi vi intravede nuove possibilità di sviluppo di armi, come mini-testate nucleari, che rientrebbero per le loro dimensioni nell'armamento convenzionale..
E ciò spiegherebbe anche i tentativi di affossamento di tali ricerche o il loro dirottamento presso determinati gruppi di ricercatori.

Rai News 24 ha effettuato un'inchiesta sugli studi condotti in Italia sulla fusione fredda. I ricercatori hanno annunciato di aver generato molta energia con spese minime. Sembrerebbe possibile costruire il proprio "generatore di corrente" fatto in casa caratterizzato da un basso costo e da un'elevata resa. Possibile?

Non vi resta che vedere l'interessante video.



Format:

Parte 1



Parte 2



Parte 3





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venerdì 18 marzo 2011

SEI UN FURBO O SEI UN FESSO? OSSIA IL CODICE DELLA VITA ITALIANA




Sei un furbo o un fesso? Questo il provocatorio incipit del "Codice della vita Italiana" di Giuseppe Prezzolini. Un grande intellettuale italiano del secolo scorso, ahimè,oggi ai più disconosciuto specie, con grande danno al nostro paese, dalla sua stessa parte politica.
Il senso di quest' opera semplice, provocatoria, disillusa e forse paradossale nel sue stesse parole:
"Tra legge scritta e legge vissuta tutti sappiamo che differenza passa. ... Lo abbiamo imparato a spese nostre, lo sa la nostra testa, che ha ripetutamente urtato contro quanto ignorava; lo sanno le nostre spalle, che di questa ignoranza hanno portato il peso!
E perché non cerchiamo di togliere ai giovani la parte più grave di tale noviziato?
Perché non proviamo insegnare loro in che paese sono nati, quali ostacoli troveranno, quante strade hanno aperte?
Ho cercato di esporre in poche formule alcune degli aspetti realistici della nostra vita e delle consuetudini della gran maggioranza degli Italiani."



Codice della vita Italiana

Dei furbi e dei fessi

1
I cittadini italiani si dividono in due categorie: i furbi e i fessi.

2
Non c'e definizione di fesso. Però: se uno paga il biglietto intero in ferrovia; non entra gratis a teatro; non ha un commentatore zio, amico della moglie, e potente sulla magistratura e nella pubblica istruzione, ecc., non è massone o gesuita; dichiara all'agente dell'imposte il suo vero reddito; mantiene la parola data a costo di perderci, eccetera: questi è un fesso.

3
I furbi non usano mai parole chiare. I fessi qualche volta.

4
Non bisogna confondere il furbo con l'intelligente. L'intelligente è spesso fesso anche lui.

5
Il furbo è sempre in un posto che si è meritato non per le sue capacità, ma per la sua abilità di fingere di averle.


6
Colui che sa, è un fesso. Colui che riesce senza sapere è un furbo.


.......

8
I fessi hanno dei principi. I furbi soltanto dei fini.

9
Dovere: è quella parola che si trova nelle orazioni solenni dei furbi quando vogliono che i fessi marcino per loro.

10
L'Italia va avanti perchè ci sono i fessi. I fessi lavorano, pagano, crepano. Chi fa la figura di mandare avanti L'Italia sono i furbi che non fanno nulla, spendono e se la godono.
.......

13
Ci sono fessi intelligenti e colti, che vorrebbero mandare via i furbi.
Ma non possono:
1)perchè sono fessi;
2) perchè gli altri fessi sono stupidi ed incolti, e non li capiscono.

14
Per andare avanti ci sono due sistemi.
Uno è buono l'altro è migliore.
Il primo è leccare i furbi. Ma riesce meglio il secondo che consiste nel far loro paura: 1) perchè non c'è furbo che non abbia qualche marachella da nascondere; perchè non c'è furbo che preferisca il quieto vivere alla lotta e l'associazione con gli altri briganti alla guerra contro questi.

15
Il fesso si interessa al problema della produzione della ricchezza. Il furbo soprattutto a quello della distribuzione.

16
L'Italiano ha un tale culto della furbizia, che arriva anche all'ammirazione di chi si ne serve a suo danno. Il furbo è in alto in Italia non soltanto per la propria furbizia, ma per la reverenza che l'Italiano in generale ha della furbizia stessa, alla quale principalmente fa appello per la riscossa e la vendetta. Nella famiglia, nelle scuole, nelle carriere, l'esempio e la dottrina corrente, che non si trova nei libri, insegnano i sistemi della furbizia. la vittima si lamenta della furbizia che l'ha colpita, ma in cuor suo si ripromette di imparare la lezione per un'altra occasione. La diffidenza degli umili che si riscontra in quasi tutta Italia, è appunto l'effetto di un secolare dominio dei furbi, contro i quali la corbelleria dei più si è andata corazzando di una corteccia di silenzio e di ottuso sospetto, non sufficiente, però, a porli al riparo dalle sempre nuove scaltrezze di quelli.

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18
Non è vero in modo assoluto, che in Italia non esiste giustizia. E' invece cero che non bisogna mai chiederla al giudice, bensì' al deputato, al ministro, al giornalista, all'avvocato influente, eccetera.
La cosa si può trovare: l'indirizzo è sbagliato.

19
In Italia non si può ottenere nulla per le vie legali, neanche le cose legali.
Anche queste si hanno per via illecita: favore, raccomandazione, pressione, ricatto, eccetera.

20
L'Italia non è né democratica né aristocratica.
E' anarchica.

21
Tutto il male dell'Italia viene dall'anarchia.
Ma anche tutto il bene.

22
In Italia contro l'arbitrio che viene dall'alto non si è trovato altro rimedio che la disobbedienza che viene dal basso.

23
In Italia il governo non comanda.
In generale in Italia nessuno comanda, ma tutti si impongono.

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26
I ministri non sono scelti perché persone competenti nell'agricoltura, nei lavori pubblici, nelle finanze, nelle poste e telecomunicazioni, bensì perché
piemontesi, liguri, lombardi, toscani, siciliani, abruzzesi; o perché appartenenti al gruppo a, b, c. Si è ministri non per quello che si è fatto, ma per il dialetto che si capisce, per il gergo parlamentare che si parla. Quello deriva in gran parte dal concetto dell'ingiustizia distributiva.

27
Il valore degli incarichi non sempre corrisponde alla realtà. Molto spesso il piantone conta più del colonnello, l'usciere ne sa di più del ministro, il segretario può quello che il cardinale non osa, e così via.
Nelle piazze e nei salotti la conoscenza di questo "annuario segreto" delle potenze, forma uno punti indispensabili per fare carriera.
Rivolgersi al principale, senza passare per la succursale, è uno dei più comuni errori dei novizi della vita italiana.

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giovedì 17 marzo 2011

Poltrone tricolori: l'Unità d'Italia è anche questo. Ovvero ipocrisie, verità e opportunismi all'ombra del Tricolore.



Tricolore originale che l'amico Maurizio Paolillo ha immortalato a Capaccio Scalo (SA).
Spunto per una riflessione sull'unità della casta.
La sedia come simbolo del potere.
Il tricolore (ma anche l'ideologia, ecc.) come paravento per nascondere di tutto di più.
La Lega che insorge contro Roma ladrona, che si inventa una patria mitica (la Padania) ed una volta divenuta "potere" diventa anch'essa "casta".
I Neo-borbonici, che vorrebbero esaltare un mitico (e mai esistito) passato da paese del bengodi utilizzando una dialettica speculare ed opposta a quella dei loro fratelli del Nord (il Sud parassita-il Nord ladrone, il Sud assistito-il Nord che si sviluppa a danno del Sud, ecc.).
Uno Stato, quello Italiano, nato male e cresciuto peggio. Uno Stato non fondato su un patto associativo come in Germania, ma nato dall'annessione del resto del Paese ad un piccolo statarello, il Piemonte Sabaudo, dove la classe dirigente non parlava neanche l'italiano, ma il francese.
Uno Stato, che tra i suoi padri fondatori annovera accanto a Mazzini, morto esule e povero, anche un Garibaldi, che non disdegnava "intascarsi" anche qualcosa.
Uno Stato, che si è formato sulla "rapina" e "sottomissione" di una parte del Paese sull'altra.
Un Stato, che si è formato sull'accordo con la malavita organizzata del tempo (e poi?) sui territori annessi, attraverso l'azione di società segrete e di suoi esponenti (ma anche dopo..).
Uno Stato che ha visto la Chiesa opporsi alla sua formazione e poi divenire colonna portante del potere costituito con diverse invasioni di campo (stato laico o confessionale?) .
Uno Paese che ha visto Gramsci, fondatore del P.C.I. marcire in galera e i comunisti italiani spartirsi il potere e sottopotere per tutta la storia della repubblica.
Un Paese dove i potentati economici o meglio la rendita parassitaria pesa e determina scelte ed obiettivi.
Un Paese dove l'impresa (chi produce) e lo stipendiato sono quelli che subiscono sempre.
L'Italia della finanza del Nord, di quella Vaticana e di quella Massonica (che sono le vere padrone del Paese).
L'Italia del "Piano di Rinascita Nazionale".
L'Italia delle clientele e dei "carrozzoni" di sinistra, centro e destra.
L'Italia delle "cricche e consorterie".
L'Italia del bunga bunga.
L'Italia del Gatto e la Volpe e dei Pinocchi.
L'Italia delle escorts, degli yesmen, dei furbi e dei fessi.
L'Italia dei precari, degli sfruttati, dei disoccupati, dei troppo vecchi per trovare lavoro, di chi porta il pane a casa se ci riesce, di quelli che non arrivano al 27 del mese, di chi evade ...
L'Italia sarà tutto questo, ma è sempre il mio Paese.
W l'Italia, comunque e sempre!




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