giovedì 3 novembre 2011

PAESTUM ED I MERCANTI DEI TEMPLI

Sarà che la campagna elettorale per le comunali del 2012 si è già aperta, sarà che le aspettative sono tante, ma pare proprio che i Capaccesi abbiano aperto il proprio libro dei desideri.

Ognuno, giustamente, dice la sua sulle cose da farsi....o meglio su ciò che i futuri amministratori comunali dovranno "solertemente" fare, o sarebbe giusto dire, almeno speriamo debbano fare...

Tra le cose ascoltate ricompare ciclicamente una di quelle che io ho sempre relegato tra il futile ed il voluttuario, ma che invece pare essere per alcuni elemento fondamentale di una "riqualificazione dell'area archeologica".

Mi riferisco alla proposta più volte fatta da tanti, dal semplice cittadino al luminare, di abbattere il tratto di Via Magna Graecia nell'area dei Templi per riportare alla luce l'antico anfiteatro romano. Proposta che quando cominciò a circolare pareva avere insita nelle sue pieghe una "velata minaccia" a quanti hanno un'attività economiche proprio in quella zona: i Mercanti dei Templi.
Invisi ad altri meno fortunati, perchè "monopolisti".

In verità, minacciosa appariva essere anche la proposta di trasformazione di quella strada in un percorso esclusivamente pedonale. Le proteste degli interessati si levarono alte!
Anche perchè la cosa non era di poco conto per la questione dei parcheggi privati, fonte di guadagni non trascurabili.

Lo scopo sarebbe quello di riportare "a vista" la parte dell'anfiteatro sotto la strada. Un operazione simile a quello della Borsa di Bologna.

Peccato che, a mio parere, di quell'edificio sotto la strada vi sia rimasto ben poco!
L'edificazione della strada stessa al tempo dei Borboni ha reso necessario l'abbattimento di quanto emergeva dell'anfiteatro. Un'attenta osservazione del sito pare confermare la mia idea. Qualcuno mi dice che vi sono generici "rilievi" che mostrerebbero il contrario. Non mi ricordo però, ed ho qualche anno, che la strada in questione sia stata scavata anche a campione.

Ricordo invece una strada con dei sanpietrini che è ancora li sotto e che, a mia opinione, andrebbe tirata fuori. In fondo l'area dei Templi ha sopperito proprio con quel tratto di strada pedonabile al peccato originale della Nuova Capaccio, o Nuova Paestum se vogliamo, il non avere una Piazza, o meglio un' Agorà. Un luogo naturale di ritrovo ed incontro della Città.

Ma è davvero un'opera essenziale?
Secondo alcuni bisognerebbe restituire l'anfiteatro alla città.
Io, francamente, penso ci sia ben altro da fare.

Penso al Museo Archeologico di Paestum.
Edificio che ha raggiunto la sua capacità massima espositiva a fronte di una quantità imprecisata di "materiale espositivo" che rimane nei magazzini anch'essi stipati, anzi, costipati.

Allora non trovo peregrina l'idea, definita "eretica" da tanti, di delocalizzare il Museo nei pressi di Capaccio Scalo. Il povero assessore Lorenzo Tarallo fu sconfessato dalla sua stessa amministrazione e "quasi linciato" per averlo solo proprosto!

La struttura non è più idonea all'esposizione del vasto materiale ritrovato.
Creare un nuovo museo non necessariamente alternativo al primo è qualcosa su cui seriamente riflettere. Oggi gli unici flussi turistici costanti sono quelli che si recano nell'area archeologica di Paestum. Area che commercialmente è monopolizzata da poche famiglie ed in cui è quasi impossibile inserirsi.

L'allocazione di un Nuovo Museo a Capaccio Scalo non toglierebbe nulla ai Mercanti dei Templi, ma darebbe un'occasione di sviluppo ed incremento a tanti esercizi commerciali. La presenza del museo sarebbe l'occasione per reinventare e riorganizzare il settore. Anzi le potenzialità e le sinergie come i possibili beneficiari sarebbero maggiori nel centro cittadino di Capaccio Scalo che nell'Area archelogica.

Mi domando .... perchè allora vi fu una levata di scudi? A difesa di chi e di cosa?
Mi domando anche quanti candidati Sindaci avranno il coraggio di inserire una simile proposta nel proprio programma? Uno di sicuro no!


Tarallo: "Porteremo il Museo a Capaccio Scalo"
Museo: Tarallo rilancia e impugna le carte
MUSEO ARCHEOLOGICO DI PAESTUM: PRECISAZIONI DEL SINDACO

mercoledì 2 novembre 2011

Compromesso storico, seconda edizione.


Siamo al bizantinismo puro
In fondo siamo Italiani.
Non siamo nuovi all'autolesionismo.

Tra la fine del XV secolo e l'inizio di quello successivo gli stati italiani ritornarono (dopo la saggia politica medicea dell'equilibrio) a scontrarsi tra di loro, coinvolgendo potenze straniere, che alla fine da comparse divennero protagoniste e dominatrici della storia del Belpaese per i secoli successivi.
L'Italia non solo scomparve come "espressione politica"...riducendosi a mera allocuzione geografica, come ricordò il Metternich, ma perse il suo primato economico e culturale (sino ad allora era stata invece riformatrice ed innovatrice) incapace di cogliere i cambiamenti dell'epoca e di adeguarvisi.
Oggi, facendo i debiti distinguo, ho l'impressione che stia riaccadendo lo stesso.

La politica è incapace di dare soluzioni, anzi pare essere il problema.
Talvolta ho l'impressione che l'impasse politico, l' incapacità della "casta" di dare risposte che non siano "le solite" (quelle di certi ambienti politico-finanziari nazionali ed internazionali) siano il frutto strategie a lungo perseguite...

Ma non ho mai creduto nelle teorie delle cospirazioni.
Solo che ho l'impressione che il nostro paese diventi come alla fine del Rinascimento un enorme "hard discount".

Ciò che è certo è che le "ricette" sono le stesse nella sostanza, che vengano da destra o, peggio, da sinistra.
In fondo nessuna disdegna più "certi ambienti", dalle frequentazioni vaticane a quelle di certi circoli economico-finanziari.
Come l'essere "alternative" delle coalizioni sembra essere solo una questione di componenti più che di contenuti.
In realtà in Italia "l'epoca del compromesso storico" non si è mai chiusa!

Non mi credete?

E' il 2003 quando in pieno dibattito parlamentare, Luciano Violante, presidente del gruppo Democratici di sinistra -L'Ulivo, dichiara:

«L'onorevole Berlusconi sa per certo che gli è stata data la garanzia piena – non adesso, nel '94, quando ci fu il cambio di governo – che non sarebbero state toccate le televisioni.

Lo sa lui e lo sa l'onorevole Letta... Voi ci avete accusato nonostante non avessimo fatto la legge sul conflitto di interessi e dichiarato eleggibile Berlusconi nonostante le concessioni... Durante i governi di centro-sinistra il fatturato Mediaset è aumentato di 25 volte!».







La prossima mossa? Un nuovo "governo tecnico" ? (che, a mio parere, non esistono e sono solo una foglia di fico per ben altro..) Dove a gestire sarà qualche esponente di certi ambienti economico-finanziari senza mediazione del politico di comodo?

Si parla già di privatizzazioni, liberalizzazioni....(fossero vere!)..Insomma si apre la stagione delle svendite.

lunedì 24 ottobre 2011

Elezioni comunali 2012: i candidati sindaci e le alternative alternanti.


E' possibile costruire un'alternativa a Capaccio?
Il problema è che non servono alternative a.., ma di metodi e fini!
Intanto è difficile parlare, oggi, di alternativa di uomini. Bene o male sono tutte "riproposte" con qualche eccezione (significativa).
Ciò che colpisce è che Marino è stato il più prolifico dei papà.

Dall'amministrazione Marino 1 ad oggi non sono pochi coloro che devono il loro "esistere" proprio a lui anche se poi se ne sono staccati prendendo altre vie.
Sono ovunque....

Sono convinto da tempo che chi pensa di costruire un'alternativa a.... Marino si sbaglia di grosso! Il Sindaco ha seminato e non sono pochi quanti hanno "imparato l'arte e l'hanno messa da parte". Ma il dato più significativo è proprio che molto probabilmente non si candiderà, malgrado a tutt'oggi dica esattamente il contrario.

Allora questa alternativa?

Più che di sostanza sembra profilarsi tra aggregati e personalismi.
Infatti gli interpreti dei misteri dicono che «i portatori di ferule son molti, ma i Bacchi sono pochi».

Intanto quanti potrebbero essere protagonisti di un "reale cambiamento" restano al palo, tra mille dubbi e incertezze. Non pochi, poi, sono i tatticismi e le chiusure ad personam.

Ma analizziamole queste possibili "alternative"....

Allo stato, a mio parere, tre sono le possibili alternative come uomini:
Franco Sica, Antonio Palmieri e Antonio Fasolino.
Gli unici che potrebbero realmente aggregare.

Mimmo Nese lo vedo come una candidatura interessante ma senza possibilità.
Franco Palumbo non lo vedo vincente a Capaccio malgrado nella sua Giungano abbia fatto bene.
Esistono poi delle realtà "politiche" che potrebbero fare la loro parte.

Il gruppo di amici dell'ex senatore Gaetano Fasolino, il cui reale peso politico, oggi, è un'incognita. Di sicuro nel caso di una candidatura del nipote, Antonio, non avremmo dubbi che il senatore la sosterebbe a spada tratta.

Il gruppo dei professionisti della LIPA, che ha animato il dibattito pubblico sul PUC, il Piano casa, ecc., vede organizzarsi nel suo interno un movimento politico, Capaccio punto e a capo. Anche qui di certo vi sarebbe in un'eventuale coalizione un forte apporto programmatico ma è tutto da determinarsi quanto pesi elettoralmente. Probabilmente poco o nulla.

Vi è poi il gruppo di Futuro e Libertà, molto motivato che, però, oggi elettoralmente pesa anch'esso pochissimo.

Un discorso a parte per l'UDC che ambisce anch'esso ad un ruolo significativo nel paese.
Ne ha la possibilità. Si vocifera di un'eventuale candidatura dell'avv. Enzo Rubini. Indiscrezioni che non aggiungono nulla, se mai danno il segno dell'impasse in cui la possibile costruzione di un alternativa stia avvitandosi.

Altra candidatura ufficiosa, diciamo in fieri, è quella di Antonio Fasolino, che potrebbe sparigliare i giochi. Antonio ha in questi anni tenuto un profilo basso nel dibattito politico capaccese. Mai intervenuto in una delle tante querelles.
Forte del prestigio del suo incarico di assessore provinciale, potrebbe, su basi civiche, tentare un'ardita operazione. Mettere insieme anime ed appartenenze politiche diverse sino ad oggi anche divise o avversarie. Di certo potrebbe aggregare, a mia opinione, elementi dell'amministrazione Marino, parti del centro-destra capaccese , del centro-sinistra come anche aggregazioni civiche e d'altro genere. Potrebbe anche riuscire in mancanza della candidatura di Palmieri riuscirne a "catturare" il gruppo.

Altro scenario è una discesa in campo di Antonio Palmieri.
Di sicuro, col suo passato di buon amministratore (nel Consorzio di Bonifica e nella BCC di Capaccio) e di imprenditore di successo potrebbe riuscire aggregare al di fuori di contaminazioni e strane alchimie quanti vogliono realmente un'alternativa credibile per il nostro paesello.
Con Franco Sica, credo che Palmieri, sia la persona che potrebbe incarnare la novità ed il cambiamento soprattutto agli occhi dei nostri concittadini.

Nelle ultime elezioni abbiamo visto un candidato sindaco, Pasquale Marino, vincente ma non trainante, semmai invece trainato dalla sua coalizione.
Consapevolezza che un pò tutti coloro che, oggi, si propongono a sindaco hanno.
Da qui la necessità di aggregare su larghe basi creando coalizioni eterogenee.
Nel 1995 e nel 2004 invece furono i candidati sindaci a determinare la vittoria della coalizione.
Siamo sicuri che Antonio Palmieri e Franco Sica non siano altrettanto capaci di trovare consenso tra i nostri concittadini?

mercoledì 19 ottobre 2011

SORPRESE ED ENIGMI.


Una delle novità della giornata di ieri è il comunicato ufficiale dell'UDC di Capaccio che apparentemente sconfessa il capogruppo del partito in Consiglio Comunale, Nicola Ragni, costringendolo a precisare pubblicamente con un comunicato stampa che "il dibattito interno al nostro partito, che sta procedendo da diverse settimane, non è sfociato ancora in nessuna scelta ufficiale tale da consentire una presa di posizione netta e definita a favore di questo o quel candidato, o alla possibilità ed alla volontà, invece, di fare il nome di un proprio rappresentante".

Avevamo, infatti, avuto l'impressione che un'eventuale adesione dell'UDC al progetto politico-amministrativo del dott. italo Voza corrispondesse più ad "aspirazione" del consigliere Ragni e di qualche suo amico che a quella del suo partito.
Ci era,poi, parso di capire che non erano mancate perplessità da parte di alcuni esponenti del raggruppamento civico sia nei confronti dello stesso consigliere Ragni che per eventuali simboli di partito (a noi, in altre occasioni. chi ci voleva propinare il precotto lo aveva chiesto).

La sicurezza mostrata dal dott. Italo Voza nell'intervista su Stile TV proprio sull'adesione dell'UDC al suo progetto politico ci aveva sorpreso non poco. La pronta smentita ancor di più.
Penso in verità di non essere stato l'unico a sorprendersi...

L'UDC è un partito e come tale penso non sia intenzionato a svendere il proprio simbolo senza giocarsi la partita. Non manca di uomini e mezzi e non si capisce perchè dovrebbe abdicare al proprio ruolo politico per favorire aggregazioni civiche dove a trarne vantaggio sarebbero solo i singoli senza garanzie di determinare l'azione e soprattutto i fini politici e amministrativi di un'eventuale coalizione.

Vedremo nei prossimi giorni chi la spunterà, se la frangia politica del partito o quella personalistica.

Vi saluto con un'enigma tutto nostrano al centro-destra.
Vorrei chiedere all'amico Antonio Fasolino se ha deciso cosa vuole fare da grande.
Noi siamo qui, ti aspettimo.